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Chi pensa che la celebre Spada nella Roccia esista solo nei racconti di Re Artù e della corte di Camelot si sbaglia. A pochi chilometri da Siena, nel cuore della Toscana, esiste davvero una spada conficcata nella pietra. Non è una ricostruzione, non è una replica, e nemmeno una trovata scenografica. È una spada vera, in ferro, risalente al XII secolo, e si trova nel suggestivo Eremo di Montesiepi, nel comune di Chiusdino. L'ennesimo motivo per cui essere fieri di essere italiani.
Quella spada apparteneva a san Galgano Guidotti, un nobile cavaliere che decise di abbandonare la vita militare per dedicarsi a Dio. La sua storia, documentata e tramandata fin dal medioevo, ha ispirato generazioni e alimentato leggende che si sono fuse con la tradizione arturiana.
La leggenda di Re Artù e le sue radici europee
La leggenda della Spada nella Roccia affonda le sue radici nella tradizione mitologica dell’Europa occidentale. La versione più conosciuta è quella che vede protagonista il giovane Artù, scudiero di umili origini che riesce a estrarre la spada magica dalla roccia, dimostrando di essere il prescelto e diventando re d’Inghilterra. La sua figura è indissolubilmente legata a Merlino, il potente mago e consigliere spirituale che ne guida il destino.

Il primo a mettere nero su bianco questo racconto fu Robert de Boron, alla fine del XII secolo. Nella sua opera, la spada nella roccia è proprio Excalibur, simbolo di legittimità e purezza. In altre versioni, come quella di Thomas Malory, Excalibur viene donata ad Artù dalla Dama del Lago dopo che la prima spada si spezza in battaglia. Ciò che accomuna tutte queste versioni è il messaggio simbolico: il potere non nasce dalla forza bruta, ma dalla moralità, dalla rettitudine e dal coraggio. E a volte, anche dalla magia.
Chi era san Galgano Guidotti e cosa c’entra con la Spada nella Roccia
La storia di Galgano Guidotti è straordinaria. Nato nel 1148 a Chiusdino, in provincia di Siena, da giovane condusse una vita spregiudicata, dedita al piacere e alla vanità. Ma qualcosa cambiò. Dopo una visione dell’arcangelo Michele, Galgano abbandonò la spada e la sua vita da cavaliere per diventare eremita. Come gesto simbolico, infisse la spada in una roccia, trasformandola in croce, segno della sua conversione definitiva, del collegamento tra terreno e divino.
Quel gesto rappresenta il primo miracolo attribuito al futuro santo. Attorno alla roccia fu costruita la Rotonda di Montesiepi, una cappella circolare che ancora oggi custodisce la spada, protetta da una teca di vetro per preservarne l’integrità. È uno dei pochi esempi al mondo di una spada infissa realmente nella pietra, e probabilmente il più antico documentato.
Visitare la Spada nella Roccia: orari, costi e cosa vedere
L’Eremo di Montesiepi, noto anche come Rotonda di Montesiepi, è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:15. L’ingresso è completamente gratuito. All’interno è possibile ammirare la spada nella roccia, un affresco del Trecento e l’architettura romanica unica, con cupola circolare e mattoni bicolore. Ovviamente un reperto del genere è ben protetto e c'è un box di vetro attorno.
A pochi minuti a piedi si trova l’imponente Abbazia di San Galgano, uno dei luoghi più suggestivi della Toscana. L’ingresso all’Abbazia costa 6 euro a persona. Senza tetto e immersa nella campagna senese, questa struttura gotica attira ogni anno migliaia di visitatori, fotografi e curiosi in cerca di spiritualità e storia. Entrambi i luoghi si trovano nel comune di Chiusdino, a circa 40 km da Siena, facilmente raggiungibile in auto. Nei dintorni si possono trovare agriturismi, ristoranti tipici e sentieri panoramici per una gita fuori porta perfetta tra arte, leggenda e natura.
La notizia del “vero Spada nella Roccia” in Italia è tornata virale grazie alla content creator @fashiongalizia, che in un reel su Instagram ha mostrato il sito ai suoi follower. Il video, diventato popolare nel giro di poche ore, ha attirato l’attenzione di utenti da tutta Italia, molti dei quali ignoravano l’esistenza di questo luogo straordinario.
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