Grecia, italiana viene 'truffata' da un poliziotto a Santorini: il suo racconto

Benedetta Bottin, content creator italiana con migliaia di follower sui social, si trova in vacanza a Santorini, l’isola più famosa della Grecia. Ma quella che doveva essere una settimana da sogno si è trasformata in un’esperienza da raccontare. In un video diventato virale, ha spiegato di essere stata “truffata” da un poliziotto greco. Il motivo? Una multa poco chiara e un atteggiamento che ha lasciato più di un dubbio. “A quanto pare è più comune di quanto si pensi”, dice Benedetta nel video postato su Instagram e TikTok. E in effetti, quello che racconta ha fatto il giro dei social, scatenando commenti, indignazione e anche racconti simili da parte di altri turisti italiani.

Il soggiorno a Fira e quella piazza “privata”

Benedetta e il suo gruppo avevano affittato un appartamento nel cuore di Fira, il capoluogo di Santorini. La casa si affacciava su una piazzetta privata, in cui erano stati lasciati sia dall’Uber. Anche l’agenzia di noleggio quad aveva portato loro i mezzi lì e il check-in era avvenuto nello stesso posto, non era stato automatico ma gestito di persona. Tutto sembrava regolare.

La stradina (e i cartelli) di Santorini della discordia: il divieto d'accesso eccetto residenti vale anche per chi ha una regolare prenotazione
La stradina (e i cartelli) di Santorini della discordia: il divieto d'accesso eccetto residenti vale anche per chi ha una regolare prenotazione

Il giorno prima del video, tornando da una giornata di mare, le ragazze passano a piedi per quella stessa piazza. Mentre risalgono la strada, un’auto si avvicina e inizia a suonare ripetutamente. “Ci giriamo, sbuca fuori la polizia dal nulla”, racconta Benedetta.

Il poliziotto spiega loro, in inglese, che non è consentito parcheggiare lì. La zona è riservata esclusivamente ai residenti. A nulla valgono le spiegazioni delle ragazze e i tentativi di chiedergli di "chiudere un occhio": l’appartamento era lì, l’host non aveva mai menzionato il divieto e anche gli altri servizi (Uber e quad) le avevano lasciate nella stessa area.

Una multa da 100€ e il sospetto dell’inganno

Il poliziotto chiede i documenti e la ragazza che era alla guida del quad consegna subito la patente. Il poliziotto prende nota di tutti i dati, compila la multa e consegna il foglio, indicando che il pagamento andava fatto all’ufficio di Fira il giorno seguente. Benedetta, infastidita dalla situazione, scrive subito all’host, chiedendogli perché non avesse segnalato il divieto di accesso ai non residenti. L’host risponde soltanto in tarda serata, promettendo di chiarire il giorno dopo. Quando finalmente guarda la multa, resta sorpreso anche lui.

Il documento, scritto interamente in greco, indica che la sanzione è per eccesso di velocità e mancata esibizione della patente. Due infrazioni che Benedetta smentisce categoricamente: “Il quad non supera i 50 all’ora, eravamo in salita e la patente era stata consegnata subito”.

Per sicurezza, le ragazze decidono di chiedere una traduzione a una giovane donna conosciuta in un beach club. E la traduzione conferma i timori: la multa non è per parcheggio in zona vietata, ma per eccesso di velocità e mancata patente. Due reati che, in Grecia, prevedono sanzioni molto più alte di un semplice divieto di sosta.

La ragazza del beach club racconta anche di aver vissuto una situazione simile qualche anno prima. “Per una violazione identica mi hanno chiesto 300 euro,” rivela. Una frase che riaccende i sospetti: il poliziotto avrebbe potuto sfruttare il fatto che le ragazze non parlassero greco per scrivere una multa più pesante e incassare di più.

Le due lezioni da portare a casa

Benedetta chiude il video con due consigli molto semplici, ma fondamentali per chiunque voglia passare una vacanza serena in Grecia:

  • 1. Se vedete un cartello con “solo residenti”, non parcheggiate lì. Anche se avete un appartamento in affitto, non venite considerati residenti.
  • 2. Se prendete una multa, fatela sempre tradurre. Non accettate nulla sulla fiducia, soprattutto se il documento è scritto in una lingua che non conoscete.

Nel frattempo, il video continua a circolare sui social, alimentando il dibattito su come alcuni turisti vengano trattati in mete come Santorini. C’è chi difende la polizia locale e chi, invece, condivide esperienze simili. Di certo, l’esperienza di Benedetta Bottin sta facendo discutere. E non poco.

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