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Le rose inglesi di David Austin sono diventate in pochi decenni un sinonimo di romanticismo in giardino: fiori dalla corolla doppia, profumo intenso e portamento morbido, uniti alla capacità di rifiorire più volte in stagione. Coltivarle in Italia è assolutamente possibile, ma richiede di scegliere le varietà giuste e di adattare le pratiche colturali al nostro clima, spesso più caldo e secco di quello inglese in cui sono state selezionate.
Cosa sono le rose David Austin e perché piacciono tanto
Le rose inglesi sono il frutto di un lungo lavoro di ibridazione iniziato in Inghilterra negli anni Cinquanta. David C. H. Austin ha incrociato vecchie rose da giardino con rose moderne ibride del tè e floribunda, ottenendo cultivar che uniscono la forma della corolla e il profumo delle antiche con la rifiorenza e la gamma cromatica delle moderne. La sua prima cultivar di successo, Constance Spry, fu introdotta nel 1961 e aprì la strada a un catalogo che oggi conta centinaia di varietà commercializzate in tutto il mondo.
Botanicamente parlando si tratta di Rosa × hybrida, un raggruppamento orticolo che non corrisponde a una specie selvatica unica ma a una rete di incroci complessi. Il pregio è proprio questo: ogni rosa inglese porta nel proprio DNA un pezzo di storia del genere Rosa, dalle damascene alle galliche, dalle borboniane fino agli ibridi più recenti.
Quali varietà scegliere per il clima italiano
Non tutte le rose Austin reagiscono allo stesso modo al sole intenso, all’umidità estiva o agli inverni miti delle nostre zone 8-10. Alcune cultivar nate per i cieli grigi inglesi soffrono il caldo, scolorendo o sviluppando fiori più piccoli; altre invece danno il meglio proprio in condizioni mediterranee.
Tra le varietà più adatte al caldo italiano vale la pena ricordare:
- Lady of Shalott (Ausnyson): è una delle rose inglesi più resistenti, vigorosa e affidabile, con grandi fiori a coppa color arancio-salmone e un leggero profumo di tè con note di mela e chiodi di garofano. Tollera bene la siccità una volta stabilita e rifiorisce con generosità.
- The Generous Gardener: rampicante elegante, indicata per pergolati e archi anche in posizioni soleggiate.
- Crown Princess Margareta (Auswinter): fiori a rosetta di colore albicocca intenso con un forte profumo fruttato, ottima come grande arbusto o rampicante moderato, molto apprezzata per la robustezza.
- Munstead Wood (Ausbernard): fiori a coppa profonda di un velluto cremisi scuro che vira al porpora, con un intenso profumo fruttato di rosa antica con sentori di mora, mirtillo e prugna. Predilige però una mezz’ombra pomeridiana al Sud, dove il sole zenitale rischia di bruciare i petali scuri.
- Pat Austin: arbusto compatto dai toni accesi rame-arancio, dedicato alla moglie del breeder, particolarmente decorativa nelle bordure soleggiate del Centro Italia.
Al Nord, dove le estati sono più fresche e umide, si possono coltivare con buoni risultati anche varietà più delicate come Gertrude Jekyll, Olivia Rose Austin, Wollerton Old Hall e The Lady Gardener. Al Sud e nelle isole, conviene invece concentrarsi sulle cultivar a fiore chiaro o albicocca, che reggono meglio l’irraggiamento intenso.
Esposizione, terreno e messa a dimora
Le rose inglesi vogliono sole, ma con misura. Nelle regioni settentrionali e in collina cercate una posizione in pieno sole almeno per sei ore al giorno; nelle zone 9-10 (Sicilia, Sardegna, costa tirrenica meridionale, Puglia) prevedete un’ombreggiatura nelle ore centrali, soprattutto da luglio a metà agosto. Una parete esposta a est o un giardino con alberi alti che filtrano il sole pomeridiano sono soluzioni perfette.
Il terreno ideale è profondo, fertile, ben drenato e ricco di sostanza organica. Le rose tollerano una discreta gamma di pH ma preferiscono valori leggermente acidi o neutri, attorno a 6,0-6,8. Prima di piantare conviene lavorare il terreno in profondità (almeno 40-50 cm), eliminare i ristagni e incorporare compost maturo o letame ben decomposto in quantità generosa.
Il periodo migliore per la messa a dimora in Italia è l’autunno (da ottobre a fine novembre) per le piante a radice nuda, oppure la primavera (febbraio-marzo) per quelle in vaso. Piantare in autunno consente alle radici di colonizzare il terreno prima dell’estate, riducendo lo stress idrico al primo anno. Le piante in vaso si possono mettere a dimora anche in altri periodi, evitando solo il pieno inverno gelato al Nord e i mesi più caldi.
Irrigazione e pacciamatura: la chiave per l’estate italiana
L’errore più comune con le rose nel nostro clima è bagnare poco e spesso. Le rose preferiscono al contrario irrigazioni abbondanti e diradate, che spingano le radici in profondità. Quando le temperature salgono il fabbisogno idrico delle rose aumenta notevolmente e diventa fondamentale garantire un’irrigazione regolare e profonda per mantenere la pianta sana e fiorifera. In estate, nelle regioni del Centro-Sud, può servire l’equivalente di 20-30 litri d’acqua per pianta ogni 5-7 giorni.
Meglio sempre bagnare al mattino presto, alla base della pianta, evitando di mojere il fogliame: l’acqua sulle foglie nelle ore calde favorisce ustioni e malattie fungine. Un impianto a goccia o un tubo poroso interrato sono l’ideale.
La pacciamatura è l’altra grande alleata. Uno strato di 5-7 cm di corteccia, paglia, foglie sminuzzate o compost grossolano riduce l’evaporazione, mantiene fresche le radici, limita le infestanti e migliora gradualmente la struttura del suolo decomponendosi. Va rinnovata ogni anno in primavera, lasciando libero il colletto della pianta.
Concimazione equilibrata per fioriture continue
Le rose Austin sono piante esigenti, perché producono molta vegetazione e tanti fiori in più ondate. Una concimazione equilibrata è quindi indispensabile. Studi condotti su rose ibride hanno mostrato che l’azoto stimola la crescita vegetativa, mentre fosforo e potassio migliorano numero di fiori, dimensione e qualità della corolla. Un buon programma prevede:
- una concimazione organica di fondo a fine inverno (febbraio-marzo), con compost o stallatico maturo;
- un concime granulare a lenta cessione per rose (NPK equilibrato con microelementi, magnesio e ferro) dopo la potatura;
- una seconda somministrazione a giugno, dopo la prima grande fioritura, per sostenere la rifiorenza;
- eventuali apporti fogliari di magnesio e ferro in caso di clorosi su terreni calcarei (molto comuni in Italia).
Evitate concimazioni azotate dopo agosto: stimolerebbero germogli teneri che il primo freddo brucerebbe.
Potatura: quando e come intervenire
La potatura delle rose inglesi è meno temibile di quanto sembri. L’intervento principale si esegue alla fine dell’inverno, quando le gemme cominciano a gonfiarsi: in Italia significa fine febbraio al Sud e nelle zone costiere, fine marzo al Nord e in montagna.
Per gli arbusti si accorciano i rami principali di un terzo o della metà, eliminando legno secco, malato o intricato e mantenendo una struttura aperta a vaso. Per le forme più grandi tipo Crown Princess Margareta o Lady of Shalott si può potare meno drasticamente, riducendo solo di un quarto e mantenendo un’impalcatura più alta.
Le forme rampicanti si trattano in modo diverso: nelle rose rampicanti si conservano i rami principali piegandoli all’orizzontale per favorire la fioritura, accorciando i rami laterali a 3-6 gemme. Una piegatura quasi orizzontale dei tralci principali stimola la formazione di nuovi getti fiorali lungo tutta la loro lunghezza, evitando l’effetto a candelabro con i fiori solo in cima.
Durante la stagione vegetativa è utile asportare regolarmente i fiori appassiti (deadheading): si taglia subito sopra la prima foglia a cinque foglioline ben formata, stimolando così una nuova fioritura. Verso fine agosto si interrompe questa pratica per permettere alla pianta di rallentare in vista dell’inverno.
Le malattie più comuni e come prevenirle
Nel clima italiano, soprattutto al Nord e in pianura, le rose inglesi possono soffrire di alcune malattie fungine ricorrenti. La ticchiolatura, causata da Diplocarpon rosae, si manifesta con macchie nere sulle foglie circondate da aloni gialli e provoca defogliazione precoce. Il fungo prospera con bagnature fogliari prolungate e temperature miti, e svernando nelle foglie cadute reinfetta la pianta in primavera. Per questo è fondamentale raccogliere e smaltire (non compostare) le foglie infette in autunno e mantenere una buona circolazione d’aria fra le piante.
L’oidio o mal bianco, anch’esso fungino, ricopre foglie e germogli giovani di una patina biancastra: si previene con potature aerate, evitando eccessi di azoto e scegliendo cultivar con buona tolleranza genetica. Studi su numerose cultivar hanno mostrato che esistono ampie differenze di suscettibilità a oidio e ticchiolatura fra le rose coltivate, e l’uso di varietà resistenti rappresenta la strategia più sostenibile per ridurre l’impiego di fungicidi. Molte selezioni recenti del catalogo Austin sono state migliorate proprio in questo senso.
Tra i parassiti animali, occhio agli afidi in primavera (spesso bastano getti d’acqua o sapone molle potassico), ai tripidi nelle annate calde e secche, e alle cocciniglie sui rami più vecchi. Nei giardini ben gestiti, coccinelle, sirfidi e crisope tengono naturalmente sotto controllo gran parte di questi insetti.
Rose Austin in vaso: si può fare
Chi vive in città o ha solo un terrazzo non deve rinunciare alle inglesi. Servono però vasi capienti, almeno 50 cm di diametro e altrettanti di profondità, in materiali poco soggetti al surriscaldamento (terracotta spessa, legno, resine chiare). Le varietà più compatte come Munstead Wood, Lady of Shalott in forma arbustiva o Olivia Rose Austin sono le candidate ideali.
In vaso l’irrigazione va seguita con più attenzione (anche tutti i giorni in piena estate) e la concimazione frazionata in piccole dosi mensili durante la stagione vegetativa. Ogni due o tre anni conviene rinnovare la parte superiore del substrato e, se possibile, rinvasare in un contenitore leggermente più grande.
Un giardino che profuma per mesi
Una rosa David Austin ben piantata e curata può vivere e fiorire generosamente per molti decenni. Il segreto, nel nostro Paese, sta nel non copiare pari pari i manuali inglesi: scegliere cultivar adatte al caldo, garantire un terreno profondo e drenato, irrigare in profondità, pacciamare, concimare in modo equilibrato e potare al momento giusto. Con questi accorgimenti anche un giardino mediterraneo può trasformarsi, da maggio fino ai primi freddi, in un piccolo cottage garden profumato.
Fonti
- Wikipedia. David C. H. Austin: biografia e attività di ibridatore.
- David Austin Roses. Crown Princess Margareta (Auswinter): scheda varietale.
- Gardenia.net. Rosa Munstead Wood (English Rose): caratteristiche e coltivazione.
- Gardenia.net. Rosa Lady of Shalott (English Rose): scheda e cure.
- Oregon State University Extension Service. Pruning roses.
- Iowa State University Extension. Rose Black Spot (Diplocarpon rosae).
- University of California ANR. Rosie’s Corner: Irrigation is important when temperatures rise.
- Indian Journal of Horticulture. Effect of Nitrogen, Potassium and Phosphorus on the Growth and Flowering of Rose.
- International Society for Horticultural Science. Powdery mildew resistance identification of wild Rosa germplasms.
