Clematide con fiori diversi: cause, mutazioni e cosa fare

Clematide con fiori diversi: cause, mutazioni e cosa fare

Capita a molti giardinieri: una clematide acquistata in vivaio come ‘Nelly Moser’ rosa con la barra carminio, dopo qualche stagione, sfodera improvvisamente un fiore violaceo, piu piccolo, oppure mostra rami con corolle dal colore stinto, doppie da un lato e semplici dall’altro. Non e magia ne difetto della pianta: e una combinazione di fattori genetici, agronomici e ambientali ben documentati dalla letteratura scientifica. In questa guida vediamo, con un linguaggio semplice, perche il fenomeno accade e come capire se la variazione e permanente o solo passeggera.

La clematide, una pianta dalla genetica complessa

La clematide (genere Clematis) appartiene alla famiglia delle Ranuncolaceae e comprende circa 300 specie, oltre a migliaia di cultivar ottenute per ibridazione nell’arco di oltre 150 anni. Il capostipite degli ibridi a grande fiore, Clematis × jackmanii, e in commercio dal 1862 ed e ancora oggi una pietra miliare del vivaismo ornamentale. In Italia la clematide e diffusissima nelle zone climatiche 8-10 (gran parte della penisola, esclusi i fondovalle alpini), con fioriture primaverili che possono iniziare gia a fine marzo nel Centro-Sud, anticipate di 3-5 settimane rispetto al Regno Unito e al Nord degli Stati Uniti.

Questa enorme variabilita genetica ha un risvolto pratico: molte cultivar derivano da incroci complessi e portano un patrimonio genetico instabile, predisposto a piccole variazioni nell’aspetto del fiore. A questo si sommano le tecniche di propagazione utilizzate dai vivaisti, che possono introdurre ulteriori sorprese.

Reversione del portinnesto: la causa piu frequente

La prima cosa da verificare quando una clematide produce fiori improvvisamente diversi e se la pianta sia stata innestata. Molti vivai professionali, soprattutto nel Nord Europa, utilizzano una tecnica specifica chiamata nurse grafting a placcaggio laterale, eseguita generalmente in marzo, usando come portinnesto la specie selvatica Clematis vitalba, la nostra vitalba spontanea. Il vantaggio e doppio: la vitalba offre un apparato radicale vigoroso e una totale resistenza al temuto mal dello sclerozio (clematis wilt), e consente di ottenere piante fiorite gia 7 mesi dopo l’innesto, contro i 12-14 mesi necessari per le talee.

Il punto debole? Anche se il marzio (la varieta nobile innestata sopra) di solito sviluppa radici proprie, il portinnesto puo emettere polloni dalla base. Se questi non vengono eliminati, prendono il sopravvento e fioriscono al posto della cultivar: ecco apparire piccoli fiori bianco-crema a quattro tepali, simili a quelli della vitalba selvatica, completamente diversi dai grandi fiori stellati della varieta originaria. Questo fenomeno si chiama reversione del portinnesto.

Come riconoscerla? I segnali tipici sono:

  • Rami che spuntano dal terreno o dalla parte basale del fusto, sotto il punto di innesto.
  • Foglie con forma o tessitura diversa dal resto della pianta.
  • Fiori molto piu piccoli, semplici, spesso bianchi o verdognoli, e in numero abbondante.
  • Crescita piu vigorosa e aggressiva rispetto ai tralci nobili.

La soluzione e meccanica: tagliare alla base, il piu vicino possibile al colletto, ogni pollone che parte sotto il punto di innesto. L’operazione va ripetuta ogni anno. Per prevenire il problema, in fase di impianto si consiglia di interrare il colletto della clematide di 5-8 cm sotto il livello del suolo: questo stimola il marzio a emettere radici proprie e, nel tempo, riduce la dipendenza dal portinnesto.

Mutazioni somatiche e “sport”: quando la pianta cambia da sola

Talvolta la variazione non viene da sotto, ma direttamente dai tralci nobili. In genetica vegetale si parla di mutazioni somatiche, o bud sports: cambiamenti stabili del DNA che avvengono nelle cellule di una gemma e che si trasmettono a tutto il ramo che ne deriva. Sono mutazioni spontanee, non malattie, e rappresentano una delle principali fonti di nuove varieta ornamentali nella storia dell’orticoltura: molte cultivar storiche di rose, mele e crisantemi nascono proprio cosi.

Nelle clematidi gli sport piu comuni interessano:

  • Il colore dei tepali: una varieta rosa puo produrre rami con fiori bianchi, malva o piu scuri.
  • Il numero di tepali: comparsa di fiori doppi o semidoppi in cultivar normalmente semplici.
  • La presenza di striature o variegature sulle foglie.

Non tutti gli sport sono dovuti a mutazioni puntiformi del DNA: alcuni derivano da ibridazione spontanea, da variazioni del numero cromosomico (cambi di ploidia) o dalla formazione di chimere, piante composte da cellule con genotipi differenti. Le chimere periclinali, in particolare, spiegano molti fiori bicolori in cui meta corolla ha un colore e meta un altro, separati da una netta linea di demarcazione. Sono curiosita ammirate dai collezionisti e attivamente cercate dai vivaisti perche, se stabili, possono diventare nuove cultivar.

Se uno sport interessante compare nella vostra clematide, e possibile fissarlo per talea prelevata dal ramo mutato: in molti casi la nuova varieta si mantiene, ma non sempre, perche le mutazioni non sono sempre geneticamente stabili e possono tornare al tipo originario.

Reversione delle variegature e fiori verdi

Un fenomeno affine alla reversione e quello che colpisce le forme variegate: le foglie e talvolta i fiori variegati possono tornare al verde puro perche la mutazione che produce la pigmentazione bicolore non e stabile. Le clematidi, occasionalmente, possono anche produrre fiori verdi o tepali fogliacei: si tratta di un disturbo dello sviluppo (chiamato phyllody) che puo avere origine genetica oppure essere indotto da stress, da carenze nutrizionali o, piu raramente, da fitoplasmi.

Quando si nota un fiore verde isolato o un ramo intero che presenta corolle deformi, conviene osservare la pianta per due-tre stagioni: se il fenomeno si ripete e si estende, e bene rimuovere i rami interessati per evitare che la mutazione diventi dominante o, nel caso di sospette infezioni da fitoplasma, propagarsi ad altre piante.

Fattori ambientali: temperatura, luce e nutrizione

Non tutte le variazioni del fiore hanno origine genetica. Una grossa parte e dovuta a fattori ambientali transitori e quindi reversibili. Studi metabolomici e trascrittomici condotti su specie del genere come Clematis tangutica e Clematis tientaiensis hanno dimostrato che il colore dei tepali dipende in larga misura dall’accumulo di antociani (i pigmenti rosso-viola-blu) e di flavonoidi, e che l’espressione dei geni coinvolti nella loro biosintesi varia significativamente tra individui cresciuti in ambienti ecologici differenti, anche all’interno della stessa specie.

In termini pratici, ecco cosa puo modificare il colore o la forma dei fiori della vostra clematide:

  • Temperatura: temperature notturne fresche favoriscono la sintesi di antociani e quindi fiori piu intensi; ondate di caldo accentuato sbiadiscono i toni rosa e malva.
  • Luce diretta intensa: cultivar a fiore chiaro come ‘Nelly Moser’ tendono a sbiadire rapidamente se esposte al sole di mezzogiorno tipico del clima mediterraneo. La barra carminio dei sepali, in pieno sole estivo, puo quasi scomparire.
  • pH del terreno: come per le ortensie, anche se in modo meno marcato, terreni piu acidi o piu basici possono virare leggermente i toni.
  • Fertilizzazione squilibrata: eccesso di azoto stimola foglie a discapito dei fiori e puo dare corolle piu pallide; carenze di potassio impoveriscono il colore.
  • Stress idrico: siccita o ristagni alterano la fisiologia e possono produrre fiori piu piccoli e malformati.

Queste variazioni sono annuali e reversibili: l’anno successivo, con condizioni climatiche diverse, la pianta tornera al suo aspetto consueto.

Esposizione e cura nel clima italiano

La regola d’oro della clematide e una sola: piedi all’ombra, testa al sole. Significa proteggere la base e l’apparato radicale dal calore eccessivo del suolo (con pacciamatura, pietre piatte, basse perenni piantate ai piedi) e lasciare che il fogliame e i fiori si sviluppino in pieno sole o mezz’ombra luminosa. Nel Centro-Sud Italia, dove l’irraggiamento estivo e intenso, e prudente orientare le clematidi a est o nord-est, oppure scegliere posizioni dove ricevano sole solo nelle prime ore del mattino.

Le cultivar piu diffuse e affidabili nel vivaismo italiano comprendono:

  • Clematis viticella e i suoi ibridi: la specie e di origine sud-europea, tollera benissimo il caldo estivo e si pota drasticamente in inverno.
  • ‘Jackmanii’: storica varieta a fiori viola intenso, vigorosa, di facile coltivazione.
  • ‘Nelly Moser’: rosa con barra carminio, ottima per esposizioni meno soleggiate per non sbiadire.

Potatura: il giusto taglio per ogni gruppo

Una potatura sbagliata puo far sembrare “diversa” la pianta semplicemente perche compromette la fioritura. Le clematidi si dividono in tre gruppi di potatura:

  1. Gruppo 1: fioriscono prima dell’estate (in Italia fine marzo-maggio) sui rami dell’anno precedente. Comprende C. armandii, C. montana, C. alpina. Non si potano se non per contenere l’ingombro, subito dopo la fioritura.
  2. Gruppo 2: ibridi a grande fiore che fioriscono in tarda primavera sui rami dell’anno precedente, con eventuale rifiorenza estiva. Qui rientrano ‘Nelly Moser’ e molte cultivar a grande fiore. Si potano leggermente in tardo inverno (febbraio), eliminando solo le parti morte e accorciando fino al primo grosso bocciolo.
  3. Gruppo 3: fioriscono da fine giugno in poi sui rami dell’anno. Comprende C. viticella, ‘Jackmanii’, C. tangutica. Si potano drasticamente in tardo inverno, lasciando 20-40 cm da terra.

Una regola pratica utilissima: se non ricordate a quale gruppo appartiene la vostra clematide, osservate quando fiorisce. Se fiorisce prima dell’estate, non potatela; se fiorisce da fine giugno in poi, potatela drasticamente a fine inverno.

Come capire se la variazione e permanente

Davanti a un fiore strano, ecco la sequenza diagnostica da seguire:

  1. Localizzare il ramo: parte da sotto il livello del suolo o da un punto basso del fusto principale? Probabile reversione del portinnesto, da eliminare.
  2. Osservare le foglie: se il ramo “anomalo” ha foglie diverse per forma o colore dal resto, e probabile uno sport o una reversione di chimera.
  3. Confrontare nel tempo: se l’intera pianta produce fiori piu pallidi o piu piccoli ma forma e impostazione sono giusti, e quasi sempre uno stress climatico o nutrizionale. Aspettate la stagione successiva.
  4. Verificare la potatura: una potatura troppo drastica su una varieta di Gruppo 2 puo eliminare i fiori grandi tipici e lasciare solo fiori piu piccoli da germogli secondari.
  5. Documentare con foto: confrontare le immagini di anni successivi e il metodo migliore per capire se la variazione e stabile.

La regola di buon senso: una variazione che si ripete identica per almeno due-tre stagioni consecutive e probabilmente genetica e stabile. Se la cultivar nobile non torna, e tempo di decidere se accettare la nuova fisionomia (a volte sorprendentemente bella), provare a moltiplicare per talea il ramo mutato, oppure sostituire la pianta.

Conclusioni: una pianta che racconta la sua storia

Le variazioni nei fiori di clematide non sono quasi mai un problema serio: sono il risultato di una storia genetica complessa, di tecniche vivaistiche raffinate e della naturale plasticita con cui le piante rispondono all’ambiente. Imparare a riconoscere se si tratta di reversione del portinnesto, di mutazione somatica o di semplice stress climatico permette di intervenire con cognizione di causa, godendosi anche le sorprese che il giardino regala. In fondo, e proprio da questi piccoli capricci genetici che nei secoli sono nate molte delle varieta che oggi consideriamo classiche.

Fonti