Perché Algida nel resto del mondo ha nomi completamente diversi? Esperto di brand risponde così

Algida è uno dei brand più iconici in Italia. Quando si parla di gelati confezionati, la mente corre subito al Cornetto, al Cucciolone, al Maxibon. Eppure, basta attraversare il confine con la Spagna per accorgersi che qualcosa non torna. Il logo è lo stesso, ma il nome cambia: Frigo. In Portogallo? Olà. In Germania? Langnese. In Francia? Miko. In Turchia? Lusso. Ma allora, dov'è finita Algida?

Questa domanda se la pongono in tanti, soprattutto gli italiani che, in viaggio, si ritrovano davanti a gelati (ma anche ombrelloni e frigoriferi) identici a quelli che trovano nei bar di casa, ma con nomi completamente diversi. A rispondere è Max Corona, esperto di comunicazione e fondatore del profilo Instagram "Storie di Brand", che ha dedicato un video virale proprio a questo mistero del marketing globale.

Algida non è solo Algida: la vera identità dietro il logo dei gelati

"Quello non è il logo dell’Algida", afferma Max Corona all’inizio del suo reel. E da lì parte una spiegazione che scava nella storia e nella strategia commerciale che ha trasformato un marchio italiano in una rete mondiale di brand con anime diverse ma cuore comune.

Algida nasce a Roma nel 1946. Il logo originale? Niente cuori, ma uno scudo bicolore: giallo nella parte superiore, marrone in quella inferiore, con la scritta “Industria Alimenti Gelati”. Un'estetica da dopoguerra, concreta, semplice. Negli anni ’50 e ’60, con l’Italia in pieno boom economico, Algida cresce e si radica nel cuore degli italiani. Ma il vero salto arriva nel 1964, quando Unilever, colosso anglo-olandese, acquista il marchio e inizia a investire per renderlo il brand di riferimento per i gelati confezionati.

Unilever e il “cuore” della strategia globale: ecco cosa unisce Frigo, Olà, Miko e Algida

L’operazione di Unilever non si limita all’Italia. La multinazionale parte alla conquista del mercato europeo acquistando una serie di marchi locali: Frigo in Spagna, Olà in Portogallo, Langnese in Germania, Miko in Francia e tanti altri. Ognuno con la sua storia, la sua identità, il suo pubblico fedele. Uniformare tutto? Impossibile. Ma c’era una soluzione più furba.

Unilever non cambia i nomi: mantiene quelli originali, proprio per conservare la fiducia locale. Ma introduce un elemento grafico universale: il logo dei due cuori intrecciati, nato nel 1998, oggi diventato uno dei più riconoscibili del mondo del food. È quello che Max Corona definisce "l’heart brand". Non è il logo dell’Algida: è il logo della rete di brand che Unilever ha riunito sotto lo stesso ombrello. E ha funzionato alla grande.

Il trucco del marketing: stesso gelato, brand diversi

Il risultato? I consumatori trovano in giro per l’Europa (e non solo) lo stesso tipo di gelati: Magnum, Cornetto, Solero, Twister, Maxibon. Cambia il nome in basso, ma il gusto rimane lo stesso. Il tutto accompagnato da un logo che comunica familiarità. Chi viaggia sente subito un legame con quel marchio, anche se non lo conosce davvero. Perché il branding visivo funziona così: lavora sull’istinto, sulle emozioni, sull’abitudine visiva. “Una scelta geniale”, commenta l'esperto di comunicazione nel suo video. “Un logo unico, uguale in tutto il mondo, che però lascia spazio ai nomi storici a cui le persone sono affezionate”.

Algida resta un marchio profondamente legato all’identità italiana. Ma oggi fa parte di un sistema internazionale intelligente e ben oliato, dove ogni brand nazionale resta vivo nella memoria dei consumatori, ma sotto il controllo di un’unica regia. A onor del vero, va detto che in quasi tutti i paesi dell'Est Europa troviamo "Algida" nei bar, perché Unilever ha deciso di investire in mercati emergenti usando il brand italiano, come si può vedere da questa interessante mappa:

Ecco la mappa dei gelati a marchio "Unilever" in Europa: Algida è l'unico presente in Italia e in una decina di altri paesi, quasi tutti est-europei.
Ecco la mappa dei gelati a marchio "Unilever" in Europa: Algida è l'unico presente in Italia e in una decina di altri paesi, quasi tutti est-europei.

Ecco perché troviamo Frigo in Spagna, Olà in Portogallo, Miko in Francia, ma il nostro Cucciolone è lì, identico. E il Magnum, nella sua elegante confezione nera, ha lo stesso sapore ovunque, sia a Milano che a Madrid. Una lezione perfetta di branding globale e di rispetto per le abitudini locali. E anche un piccolo promemoria: quando addenti un Cornetto in vacanza e leggi un nome diverso sullo stecco, sappi che sei comunque a casa. O, meglio, sotto lo stesso cuore.

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