Un'albergatrice ha lamentato il fatto che non riesce a trovare personale, sostenendo che molto giovani non avrebbero voglia di lavorare. Ecco che cosa è successo.
Un'albergatrice, Maria, conosciuta sui social come @maarygarciaoficial, si è mostrata molto amareggiata dalle ultime vicende. Ha parlato, nel dettaglio, della nuova generazione che si avvicina al mondo della ristorazione. Sempre più ragazzi, secondo il suo punto di vista, vorrebbero lavorare negli hotel, ma con richieste che, a suo dire non corrispondono a ciò che il settore ha da offrire. Inoltre, ha posto l'accento sui sacrifici che, da decenni ormai, non trova più nelle nuove generazioni.
Albergatrice non trova personale: "I giovani non vogliono lavorare"
L'albergatrice Maria vive in Spagna, ma la vicenda è fondamentalmente universale. Tutti i giorni ascoltiamo testimonianze simili di dipendenti che non riescono a trovare personale. Dall'altro lato c'è la questione dei giovani lavoratori che necessitano del giusto stipendio e dei propri diritti. La donna in questione ha spiegato che, molto spesso, i giovani che fanno colloquio si ritrovano a fare richieste che spesso non corrisponde con ciò che il settore, a detta sua, potrebbe offrire. Stando alla sua esperienza, infatti, molti pretenderebbero uno stipendio che si aggira intorno ai 1800 euro e puntualità negli orari che, stando alle sue parole, sarebbe difficile garantire nell'alta stagione.

La questione, naturalmente, è estremamente delicata. Molti giovani guardano al settore in modo diverso rispetto al passato. Considerano, infatti, imprescindibile il diritto a un equilibrio tra lavoro e vita privata. Tendono a scegliere maggiormente rispetto al passato orari trasparenti, mansioni e giusti compensi. Tanti usano i social per spiegare perché hanno deciso di rifiutare determinati impieghi, così come straordinari non pagati o turni spezzati che tendano ad occupare giornate intere. Maria, che dirige un ristorante e un hotel, spiega la situazione da una diversa prospettiva.
Nei suoi video tende a raccontare di colloqui che lei stessa definisce surreali. Ci sarebbero, infatti, candidati che, a suo dire, mostrerebbero più pretese che disponibilità. Ha sottolineato che lei non si è mai tirata indietro davanti ai lavori più pesanti. Se serve pulire, servire ai tavoli o anche dare una mano in cucina lo ha sempre fatto. Per questo motivo, a suo dire, non accetterebbe nel vedere giovani che non comprenderebbero più la vera natura del mestiere. Parla di giovani poco più che ventenni che arriverebbero in ritardo al lavoro, chiedendo pause frequenti, infastidendosi non appena viene chiesto maggiore impegno.
Il malcontento dei giovani dipendenti
Il malcontento non riguarda solo gli imprenditori. Una parte significativa dei dipendenti, spesso giovani, racconta una realtà molto diversa: giornate interminabili, retribuzioni che non sempre tengono conto degli straordinari e un equilibrio personale completamente sacrificato. Molti parlano, infatti, di una cultura lavorativa che sembra rimasta ferma a un’altra epoca. Alcuni giovani lavoratori sostengono che il problema non sia la mancanza di volontà, ma condizioni che oggi non sono più sostenibili.
Questa frattura tra generazioni e modi di intendere il lavoro sta mostrando tutti i limiti di un comparto che ha fatto per anni da motore all’economia spagnola, così come anche in Italia. Le stesse problematiche, infatti, si ritrovano nel settore della ristorazione italiana. La tradizione dell’ospitalità, basata su disciplina, ritmi serrati e totale disponibilità, non coincide più con le aspettative di chi entra oggi nel mercato del lavoro. Il settore è costretto a ripensare i propri modelli organizzativi, dagli stipendi alla gestione dei turni fino alle possibilità di crescita professionale.
