Perché facciamo l'Albero di Natale? In pochi conoscono la sua origine

Probabilmente nelle scorse ore hai piazzato l'albero di Natale dentro casa. Ma ti sei mai chiesto/a perché questo gesto si ripete puntualmente? Cosa ha a che fare una pianta "sempreverde" con la festa cristiana?

Siamo ufficialmente entrati nel periodo natalizio. Sebbene le prime lucine colorate e i primi alberi siano comparsi già da metà novembre in molte città italiane piccole e grandi, la tradizione vuole che le decorazioni vengano installate l'8 dicembre, nel giorno dell'Immacolata, per poi venir rimosse il 6 gennaio, in concomitanza dell'Epifania, il giorno che "tutte le feste porta via". Se il Presepe rappresenta la Natività e la nascita di Gesù Cristo, cosa sta a simboleggiare l'albero? Perché è un simbolo natalizio, forse anche più rilevante del Presepe, visto che rappresenta anche chi lo festeggia laicamente?

A fornire una spiegazione è stato il content creator Gian Marco d'Eusebi in un video TikTok, dov'è registrato come @azzykky. "Già ai tempi degli Antichi Romani, era usanza, durante le calende di gennaio, scambiarsi un rametto di una pianta sempreverde, tipo l'abete, come simbolo di buon auspicio e buon augurio". Il primo albero addobbato, però, proviene da una zona piuttosto lontana dall'Italia: l'Estonia. Nella capitale Tallinn, nell'anno 1441, venne eretto un grande abete al centro della piazza del Municipio. Lo scopo era curioso: radunare uomini e donne non sposati, 'costringendoli' a ballare con l'obiettivo di trovare la propria anima gemella.

L'albero di Natale di Tallinn nel lontano 1441, sotto il quale furono chiamati a ballare uomini e donne non sposati.
L'albero di Natale di Tallinn nel lontano 1441, sotto il quale furono chiamati a ballare uomini e donne non sposati.

Perché facciamo l'Albero di Natale?

Il primo Albero di Natale vero e proprio compare poco lontano dall'Estonia e poco dopo il 1440. Siamo nel 1510 e a Riga, in Lettonia, fu installato il primo Albero di Natale. Oggi c'è solo una pietra/targa ricordo, scritta in 8 lingue diverse. La tradizione si espande nel resto d'Europa 60 anni dopo, quando a Brema, in Germania, qualcuno decide di riprendere la tradizione, decorando con carta colorata un grosso albero, impreziosendolo anche di noci, datteri e mele, che probabilmente sono le 'antenate' delle più moderne palline. Per diversi decenni, tuttavia, questa tradizione rimane confinata al solo Nord Europa: la Chiesa Cattolica la reputava un'usanza troppo Protestante.

Ci vorrà un po' di tempo prima che tutta Europa si 'uniformi' a questa tradizione. Saranno poi gli ufficiali protestanti, dopo il Congresso di Vienna, ad espanderlo anche al territorio più a sud dell'Europa: in Austria nel 1819, in Francia dal 1840, in Inghilterra dal 1850. L'Italia arriva ultima. Solo nel 1889, infatti, Margherita di Savoia ne fa allestire uno dentro i saloni del Quirinale a Roma. Con il passare degli anni, le tradizioni cambiano. Quelle che un tempo erano candele vere e proprie diventano le lucine che tutti conosciamo; le mele diventano palline di plastica di colore rosso.

Insomma, quella dell'albero è una tradizione nordica che è arrivata nel Sud Europa molto lentamente. Gli inverni, da sempre, sono duri e lunghi nel Nord Europa. Un albero sempreverde dentro casa o in un luogo centrale dava 'speranza' e spiccava quando tutto il resto era grigio. Simbolicamente, l'albero rappresenta la nascita di Gesù, che vince su tutto (non è un caso che il Natale si festeggi poco dopo il solstizio d'inverno). Anche la forma vagamente triangolare può rappresentare la Trinità.

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