Un noto professore ed esperto di cronobiologia avverte sulle ore trascorse sui social media: potrebbero non lasciare più ricordi, ecco perché.
Negli ultimi pare sia aumentata la sensazione che il tempo e gli anni ci scivolino tra le dita. Sembra come vivere un'esperienza universale nella vita adulta. Tra routine, obblighi e l'accelerazione della vita quotidiana, sempre più spesso abbiamo sempre meno la percezione del trascorrere del tempo. In questo modo le settimane e gli anni si susseguono con una forte velocità, a volte anche difficile da comprendere.
Il direttore del laboratorio di cronobiologia dell'Università di Murcia, Juan Antonio Madrid, ha riflettuto su come la percezione accelerata del tempo sia una conseguenza diretta del modo in cui il nostro cervella elabora e immagazzina i ricordi nel corso degli anni. Ma cosa c'entrano i social e lo scrollare, per esempio, su Instagram? A spiegarlo è proprio lui.
Perché scrollare tanto sui social non lascia tracce di ricordi: cosa dice l'esperto
L'esperto di cronobiologia, Juan Antonio Madrid, ha spiegato che la sensazione che il tempo ci sfugga di mano aumenta con il passare degli anni. Il cervello umano, però, tende a immagazzinare i ricordi vividi, le esperienze davvero vissute. Non solo, anche i coinvolgimenti, i momenti emotivamente carichi, scartando le informazioni ripetitive. Tutto quello che facciamo quasi automaticamente viene dimenticato. Questo, secondo l'esperto, avviene prevalentemente durante le ore del sonno e quest'ultimo cancella i ricordi che sarebbero ridondanti. Per questo, percepiamo l'infanzia come un momento felice e ricco di esperienze.

Con il passare degli anni prende il sopravvento la routine e le giornate intense, così come anche i momenti significativi diminuiscono. Con l'età che avanza si ha quindi la sensazione che il tempo scivoli via dalle mani e che quindi un anno sembri durare solo un mese. Le persone vivono i veri traguardi come un trasloco significativo o la nascita di un figlio. Momenti che tendono ad ampliare la loro percezione del tempo e ad acquisirne una comprensione molto più ricca. L'esperto, proprio per questi motivi, mette in guardia sull'uso dei cellulari e sull'effetto delle ore trascorse sui social media.
Queste, infatti, non lasciano traccia nella nostra memoria. Juan Madrid sottolinea che è quasi come vivere una vita vuota, priva di ricordi. Alla fine della giornata, ci si rende conto di aver vissuto con altre persone. Il professore, dunque, consiglia di rompere la routine per cambiare la percezione del tempo. Questo significa apportare dei piccoli cambiamenti nella propria vita quotidiana, anche solo piccoli e semplici. Per esempio, si può pensare di cambiare percorso per andare a lavoro, provare cibi nuovi, iniziare un percorso che ci interessa. Naturalmente, non per ultimo, limitare le ore trascorse sui social media, proprio per vivere una vita più intensa e fatta di ricordi veri.
