Se hai amato Stranger Things e ti manca già, c'è un'altra serie tv ingiustamente poco conosciuta che devi assolutamente recuperare su Netflix.
Se Stranger Things ti ha conquistato per il suo lato più enigmatico, per il confine sottile tra realtà e altre dimensioni e per la figura di una ragazza “speciale” al centro di tutto, su Netflix c’è una serie da recuperare che spinge molto più in là quell’immaginario. The OA non cerca la nostalgia degli anni '80, né un tipo di un avventura rassicurante. Sceglie una strada ancora più rischiosa, autoriale e profondamente divisiva. Trasforma il mistero in atto in un’esperienza quasi spirituale.
La serie tv che devi recuperare se hai amato Stranger Things: è su Netflix
The OA racconta il ritorno improvviso di Prairie Johnson, una giovane donna scomparsa per sette anni. Quando riappare, accade qualcosa di inspiegabile: Prairie era cieca, ora vede. Rifiuta però di spiegare all’FBI cosa le sia successo. Al suo posto raduna un piccolo gruppo di persone comuni, quattro adolescenti emarginati e un’insegnante in crisi, e decide di raccontare solo a loro la verità. La sua storia inizia molto lontano, in Russia, quando si chiamava Nina Azarova.
Passa attraverso esperienze di pre-morte, prigionia e esperimenti scientifici condotti da uno scienziato ossessionato dall’aldilà. Se avete amato Stranger Things non potete non riconoscere alcuni elementi. Al centro c'è una ragazza segnata da un trauma e dotata di capacità fuori dal comune, proprio come Undici. Attorno a lei c'è un gruppo di giovane che trovano in questo mistero un motivo di unirsi. Anche qui la scienza viene mostrata con un volto non solo crudele, quasi deviato. Ci sono laboratori asettici, vasche d'acqua e persino corpi trattati come cavie.

Alcune differenze tra le due serie tv
Non ci sono solo somiglianze, ma anche doverose differenze. Sicuramente The OA ha un ritmo molto più letto e fatto di contemplazione. Un dettaglio decisamente diverso rispetto a quello avventuroso di Stranger Things. Ogni episodio richiede attenzione e pazienza, oltre che disponibilità a perdersi nel simbolismo. Il soprannaturale non è un pretesto del racconto, ma una riflessione intima e forte sull'identità, fede e al contempo sul potere. Le altre dimensioni non sono mondi mostruosi da combattere, ma spazi interiori, legati a esperienze pre-morte e rituali.
Anche i personaggi seguono una traiettoria diversa. In The OA il cuore emotivo è il legame tra Prairie e le altre vittime dello scienziato Hap, così come il rapporto fragile e intenso con il gruppo che la ascolta. Stranger Things, invece, costruisce un grande affresco corale, alternando adolescenti, adulti e antagonisti in una classica storia di formazione. Con due sole stagioni e una cancellazione che ha lasciato molte domande aperte, The OA resta un’opera incompiuta ma potentissima. Se di Stranger Things ti ha affascinato soprattutto il lato più oscuro e metafisico, questa serie è una visione quasi obbligata, capace di lasciare il segno molto oltre i titoli di coda.
