New York, va a cenare da solo al Cafè di Tiffany, poi mostra lo scontrino

“Colazione da Tiffany”? Anche pranzo, cena o merenda. A voler essere precisi, chi intende fare colazione qui, come l’iconico film, non deve avere fretta: il punto vendita di New York è aperto tutti i giorni a partire dalle 10:00, mentre la domenica perfino dalle 11:00.

E, a voler essere ancora più precisi, il locale si chiama “The Blue Box” ed è situato all’interno della gioielleria “Tiffany & Co. – The Landmark”. Fatta questa doverosa premessa, com’è mangiare in uno dei luoghi simbolo della New York ricca e scintillante? Un content creator, Andrew Towns, ci è andato da solo e lo ha scoperto, condividendo la propria esperienza con i follower.

A inizio video, precisa che ci è andato da solo a ora di cena, sebbene all’esterno ci sia ancora una discreta quantità di luce, che indica come non sia entrato più tardi delle 17:00. Un locale del genere, nel periodo natalizio, è preso da assalto dai turisti e da qualche newyorkese benestante. Andrew deve attendere in fila per una decina di minuti prima di entrare. Con l’ascensore giunge al sesto piano e dice immediatamente al receptionist che non ha una prenotazione.

Dopo una breve attesa, viene fatto accomodare a un tavolo per quattro tutto per lui in una zona poco affollata del locale. La prima cosa che ordina è il “drink più popolare” qui, che si chiama ‘Blue Cosmo’, abbreviazione di ‘Cosmopolitan’. Secondo la ricetta originale, è preparato con Vodka Citron, 1 parte di succo di mirtillo e un terzo di blue curaçao. Il primo sorso non lo convince affatto: “Non mi piace affatto ma l’ho pagato 18 dollari e lo berrò tutto”, aggiunge.

Cenare da Tiffany a New York

Per quanto riguarda il cibo, ordina il menù “Colazione da Tiffany” e ci aggiunge un Filet Mignon. Per 68 dollari americani, riceve un piatto con un croissant, un altro dolce con marmellata (Apricot Danish) e una Madeleinette. Completano il vassoio delle patate schiacciate tagliate sottilissime, un ‘Parfait au miel’ (Semifreddo alla panna con pistacchi e noci) e un piattino con altra marmellata. Un discorso a parte lo merita l’uovo sodo riempito di caviale, la pietanza che fa lievitare così tanto il prezzo: “Salato, dal forte sapore di pesce, eppure non riesco a smettere di mangiarlo”.

Il 'Parfait au Miel' di Tiffany
Il 'Parfait au Miel' di Tiffany

Il filet mignon da solo costa 55 dollari: si tratta di uno dei tagli più morbidi del bovino servito con patate al forno e fagiolini. “Le patate avrebbero potuto prepararle con il burro, i fagiolini sono molto insipidi”, spiega. Se i contorni sono mediocri, la carne,  lo lascia senza parole: “Wow, il massimo della tenerezza”. Dopo aver finito anche il secondo, Andrew chiede il conto. Lo scontrino, come prevedibile, non è ‘leggero’: il content creator, da solo, ha speso 153.31$, esattamente 131€. Visto che negli Stati Uniti la manca è quasi obbligatoria e in un posto del genere non si può essere avari, lui aggiunge 35$, portando il totale a 188$, ovvero 160€ e pochi spiccioli.

Lascia un commento