Chi ama viaggiare e lo farebbe letteralmente per tutto l'anno odia la sua vita quotidiana? Ecco cosa dice la psicologia in merito.
“Amo viaggiare, se potessi lo farei 12 mesi l’anno” e frasi del genere. Le hai pronunciate tu o hai sentito altri dirle, vero? Una prima risposta che si potrebbe dare è: “Invece io amo svegliarmi tutti i giorni alle 6:00, aspettare l’autobus sotto la pioggia e trascorrere più di otto ore in ufficio per uno stipendio che non mi soddisfa”.
Oltre a questa risposta parecchio salace, se ne potrebbe dare una più interessante e che dà più spunti di riflessione. Prendendo spunto da un video della content creator @bagaglioamano, vediamo cosa dice la psicologia al riguardo.

Secondo lei, infatti, chi dice che coloro che amano viaggiare segretamente odiano la loro vita lo affermano in malafede. “Secondo me questo è un discorso un po’ da rosiconi. Viaggiare comporta un investimento maggiore in senso lato, sia a livello fisico che economico. Non è un hobby accessibile a tutti, non è una cosa che tutti possono fare. Per me viaggiare non è una fuga, è un modo per arricchire la mia vita. Quando torno dai viaggi, torno sempre a casa mia. Chiaramente, come per tutto, il troppo storpia. Se viaggio veramente ogni settimana, allora diventa un’ossessione, non un modo per arricchire la mia vita. Questo è diverso dal dire che chi viaggia lo fa per fuggire dalla propria routine”. Ma cosa dice la psicologia in merito?
Chi ama viaggiare odia la sua vita? La risposta secondo la psicologia
Fondamentalmente ha ragione la tiktoker. Studi scientifici dimostrano che chi cerca esperienze nuove (e i viaggi lo sono certamente) mostra livelli più alti di soddisfazione nella vita, poiché le novità in generale stimolano il cervello.
Non solo: al contempo i viaggi riducono lo stress e migliorano l’umore, grazie al fatto che interrompono la routine. Quando, però, per viaggiare si danneggiano relazioni sentimentali e amicali o quando ci si indebita, allora sì che diventa un problema serio che ha molti più effetti negativi che positivi, secondo la psicologia. Stesso discorso per chi, una volta tornato dal viaggio, esprime odio puro verso la sua normalità: è un atteggiamento preoccupante.
Altrettanto vero è che il viaggio aumenta la felicità, ma l’effetto benefico è sfuggente. È scientificamente provato che l’umore migliora prima e durante, ma una volta tornati alla routine, grandissima parte di tale felicità svanisce. Questo è ben diverso dal definirlo “odio” per la routine.
In linea generale, il viaggio piace perché è un'esperienza “straordinaria” in senso stretto, fuori dall'ordinario. A molti piace quello che c’è prima perché pianificarlo può essere a suo modo divertente e far scoprire informazioni sconosciute. Insomma, è un discorso dalle ampie sfumature, ma in linea di massima viaggiare rende felici – seppur per poche ore – le persone e non perché queste “odino” la loro vita quotidiana.
