A 21 anni è andata a lavorare su un peschereccio di soli uomini: "Com'è vivere in un ambiente ostile"

Una donna di 45 anni ha iniziato a lavorare su un peschereccio di soli uomini quando era poco più che maggiorenne. Malgrado tutto, non ha mollato e oggi può dire com'è trascorrere giornate intere in un ambiente 'ostile'.

Una donna che lavora su un peschereccio? Un'assoluta rarità. A questa cerchia ristretta appartiene Paola Rodríguez Donn, cittadina argentina di 45 anni, che oramai è a tutti gli effetti un'esperta di pesca artigianale. Paola sostiene che il suo sia un "sogno realizzato" ma, come in quasi tutti i lavori esistenti, non mancano le difficoltà. E non c'entra solo il mare agitato, i turni stancanti, le giornate di freddo estremo e i gli odori non gradevoli che emana il pesce pescato qualche ora prima. A suo dire, a rendere ancora più estenuante il tutto contribuiscono i colleghi uomini. "Lavoro in un ambiente ostile. C'è molto maschilismo, tanti uomini misogini. Lavorare così è difficile", ha spiegato al sito argentino TN.

Paola è una donna oggi, ma fin da giovane aveva le idee molto chiare. "Avevo 21 anni, ho lasciato Bahía Blanca per recarmi a Comodoro Rivadavia. Ho promesso a mia mamma che non sarei tornata a casa fino a quando non avrei ottenuto il libretto per l'imbarco e un lavoro. Ho impiegato un mese per trovarlo. Per un mese ho dormito sul pavimento di un'autostazione, perché non potevo pagarmi un alloggio". Nell'intervista spiega che per un mese ha parlato con armatori, capitani, direttori di impresa e, non senza difficoltà, alla fine ha trovato un impiego di circa 30 giorni a bordo di un peschereccio che naviga a ridosso della costa.

Com'è lavorare su un peschereccio per soli uomini, da donna

Il primo impiego è durato un mese, poi Paola è tornata a casa per le festività natalizie. Avendo un minimo di esperienza, trovare lavori successivamente è stato più facile. Nel 2026 saranno 24 anni dal primo lavoro su un peschereccio. Paola definisce questo lasso tempo un "logorio continuo", sia a livello fisico che psicologico. Non ci sono ruoli ben definiti: chi ci lavora deve posizionare il pescato nelle cassette, per poi riportarlo sulla terraferma, smistarlo nei negozi o nei mercati. Spesso i trasbordi avvengono di primo mattino, per consentire ai mercati il rifornimento. E, si sa, l'alba è il momento più freddo dell'intera giornata. È un lavoro "molto sacrificato", soprattutto per una donna. "Mi sento sempre giudicata, sia dagli uomini che dalle donne. Ho perso alcuni lavori perché alla moglie del capitano dava fastidio la presenza di una donna nell'equipaggio".

Paola a bordo del peschereccio. Credits: jornadaweb - Instagram
Paola a bordo del peschereccio. Credits: jornadaweb - Instagram

Malgrado ciò, Paola è sposata e ha tre figli. L'Argentina non è la nazione più ricca del mondo e per avere un lavoro come il suo 'garantito' per 12 mesi l'anno, occorre spostarsi in lungo e in largo. "Non tornerei mai indietro, nonostante tutto. Devo proseguire, per me stessa e per dare l'esempio ai miei figli". Fino a quando proseguirà? "Finché il fisico regge". Infine, un pensiero per il mare: "Bisogna rispettare il mare. A volte, quando navighiamo con il cattivo tempo, provo una scarica reale di adrenalina". Il mare è un compagno di vita, nel senso stretto del termine: "Quando non lavoro, faccio surf, nuoto o vado a pescare salmoni". Paola prova soddisfazione quando riceve messaggi: "Ho avuto decine di messaggi da parte di donne che hanno iniziato a lavorare sulle barche perché hanno letto la mia storia. Un orgoglio enorme per me".

Lascia un commento