Spagna, barista vieta tutti i pagamenti con carta nel suo locale: le sue parole al veleno

A inizio 2026, un bar che non accetta pagamenti con carta è un'assoluta rarità. Una barista spagnola è finita sulle reti Mediaset dopo che il cartello "no a pagamenti con carta" ha fatto il giro del paese.

Diventeremo una società senza cash? Probabilmente sì, ma non nell'immediato. Soprattutto chi ha più di 50 anni è molto più propenso a pagare in contanti, mentre gli Under 40 quasi sempre preferiscono la carta, lo smartphone o lo smartwatch. Negli ultimi due anni è caduto anche l'ultimo tabù: pagare un caffè con carta in molte città italiana è diventato normale. In Italia, tecnicamente, è impossibile per un esercizio commerciale rifiutare pagamenti con carta: il governo Draghi ha eliminato anche il limite minimo di 20€ per pagamenti digitali. In Spagna, nelle ultime ore, una barista è diventata a suo modo popolare proprio per il suo rifiuto di accettare pagamenti con carta.

Chiarimento doveroso: in Spagna è ancora legale per un negozio rifiutare pagamenti con carta, a patto che ci sia un cartello visibile e comprensibile all'ingresso, in modo che chi non ha contanti eviti di entrare. Fanno eccezione poche categorie, tra cui i tassisti e alcune attività pubbliche. In questa nazione è legale rifiutare pagamenti con carta, mentre è illegale rifiutare pagamenti in contanti. Chiaramente gli esercizi commerciali sanno bene che le abitudini sono cambiate e una percentuale altissima di loro ha il POS. Mar fa parte di coloro che non ce l'hanno ed è diventata una "notizia" per via delle sue dichiarazioni al veleno contro il sistema bancario. La sua storia è stata raccontata anche dall'equivalente spagnolo di Rete 4.

La barista che rifiuta i pagamenti con carta

Chiaramente affiggere un cartello "No pagamenti con carta" può allontanare decine di potenziali paganti nell'arco di un anno. Lo studente che in tasca ha solo il cellulare e vuole fare colazione pagando contactless, non porterà nulla al bar. Eppure Mar, la proprietaria di un bar galiziano, lo accetta. "Non mi sembra logico, che il cliente paga 1.30€ e noi dobbiamo pagare una commissione alla banca. Poi dobbiamo pagare le tasse, le bollette dell'elettricità, dell'acqua. Mi nego fermamente a pagare una commissione alla banca che viene dal mio lavoro".

Il cartello in un bar della Galizia
Il cartello in un bar della Galizia

A suo dire, la maggior parte dei clienti ha 'capito' la sua posizione. "Lo accettano senza problemi. A chi mi dice che non ha denaro contante, io dico che non c'è problema: consuma e poi mi darà i soldi il giorno dopo, tornerà sicuramente". Mar, come altri commercianti spagnoli, chiede commissioni più basse per tutti i sistemi di micropagamenti, specialmente per i prodotti dal costo oggettivamente basso come i caffè, i dolcetti e quelli di largo consumo nei bar. Siamo certi che, come in Italia, presto o tardi si troverà un equilibrio: la società odierna è sempre più dipendente dai pagamenti digitali, le nuove generazioni sono abituate a maneggiare meno contante e gli adulti di domani pretenderanno che praticamente ogni esercizio commerciale abbia il POS.

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