"Mentre tu togli l'Albero di Natale, c'è gente che lo sta mettendo", ecco dove siamo nel cuore delle feste

Il periodo natalizio è ufficialmente finito. Dopo l'Epifania, che tutte le feste porta via, per i cristiani cattolici inizia un lungo periodo di attesa della Pasqua. In altre parti del mondo, però, a inizio gennaio il Natale entra nel vivo.

Il mondo è bello perché è vario. Mentre da noi è in corso un'ondata di freddo invernale, nell'emisfero australe è piena estate. E mentre in Italia quasi tutto hanno rimosso Presepio e alberi di Natale tra il 6 e il 7 gennaio, in altre parti del mondo (non così lontane), il Natale è entrato nel vivo. Il content creator spagnolo @elederiglesias lo ha spiegato in un video diventato rapidamente virale su TikTok. "Mentre tu stai togliendo le ultime palline dall'albero di Natale, c'è gente che le sta mettendo oggi. Oggi? Il 7 gennaio? Sì". Il 7 gennaio, infatti, è il giorno internazionale del Natale ortodosso.

Anche loro hanno i canti natalizi, le cene tra amici e familiari e i regali. Ma perché se sono cristiani lo festeggiano con oltre dieci giorni di 'ritardo' rispetto ai cattolici? La 'colpa' è dei due calendari più diffusi al mondo: quello gregoriano e quello giuliano. Il primo è quello che usiamo tutti noi, il secondo è dell'epoca di Giulio Cesare. "All'inizio funzionava molto bene, ma dopo qualche anno si sono resi conto che aveva una falla. Ogni anno si disallineava un po' rispetto al sole. Alla fine, è risultato che il calendario giuliano è rimasto 13 giorni indietro rispetto a quello gregoriano".

Mentre noi togliamo l'Albero di Natale, altrove il Natale è nel pieno

Oggi, 'solo' 10 paesi adottano ancora il calendario giuliano: i più famosi sono Russia, Serbia, Ucraina ed Etiopia, che festeggiano il Natale con 13 giorni di ritardo rispetto alla maggior parte delle nazioni cristiane. "Sono due feste molto simili, ma quello Ortodosso è più sobrio e più spirituale". Altre informazioni attinenti non citate dal content creator: ci sono anche chiese ortodosse, soprattutto in Grecia, che hanno comunque 'spostato' il Natale adottando il 25 dicembre come data, come i cattolici. Altra differenza importante è quella delle rinunce che avvengono nei 40 giorni precedenti.

La colpa della differenza tra Natale cattolico e ortodosso è del calendario giuliano, che è disallineato rispetto a quello gregoriano di 13 giorni
La colpa della differenza tra Natale cattolico e ortodosso è del calendario giuliano, che è disallineato rispetto a quello gregoriano di 13 giorni

Come sanno i cattolici praticanti, l'Avvento consiste in quattro settimane di 'penitenza', ma solo un 'invito', non un digiuno rigido imposto a tutti i fedeli. Nella tradizione ortodossa, invece, esiste il 'Digiuno della Natività', che i veri fedeli seguono: nei 40 giorni precedenti il 7 gennaio non si dovrebbero mangiare carne e latticini; alcuni fedeli eliminano anche l'alcol. Un'altra differenza importante riguarda i simboli: nelle case cattoliche abbiamo il presepe, le candele e le cene abbondanti; in quelle ortodosse la Vigilia non prevede una cena abbondante, che si consuma solo dopo la liturgia. Il 24 si mangiano piatti semplici come il "socivo" di grano e frutta, oppure la "kutia" di grano, miele e semi. La differenza culturale tra la parte ovest ed est dell'Europa si riflette anche nel modo di festeggiare il Natale: in comune c'è la voglia di scoprire lo stesso mistero della nascita del figlio di Dio.

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