L'INPS fallirà davvero nel 2030? La risposta dell'esperta di economia

Molte persone che hanno almeno 30 anni e si interessano di economia sanno bene che il sistema pensionistico italiano potrebbe non reggere a lungo. Esiste una previsione secondo la quale l'INPS potrebbe "fallire" nel 2030. Ma è davvero così?

Praticamente chiunque lo ha letto o sentito negli ultimi dieci anni: l'Italia è un paese sempre più anziano. C'entrano i progressi della medicina, che ci permette di vivere più a lungo; contribuisce altrettanto il fatto che nascano sempre meno bambini, per vari motivi (economici e non). L'arrivo di migranti regolari mitiga solo in parte questi effetti negativi: non tutti restano per una vita in Italia e non tutti pagano i contributi. Insomma, è una situazione delicata, che lo diventerà ancor di più quando i pensionati diventeranno più dei lavoratori attivi. E, spoiler: ci siamo già vicinissimi.

Nel 2016, 'La Stampa' ipotizzò che nel 2030 l'INPS rischi di fallire - forumagricolturasociale.it
Nel 2016, 'La Stampa' ipotizzò che nel 2030 l'INPS rischi di fallire - forumagricolturasociale.it

Il quotidiano 'La Stampa', nel 2016, aveva pubblicato un articolo secondo cui l'anno 2030 è quello "zero", nel senso che tra quattro anni da oggi gli assegni inizieranno ad essere a rischio. Tra 2029 e 2030, infatti, un numero altissimo di lavoratori andrà in pensione, mettendo "in pericolo" i conti dell'INPS, che tra TFR e nuove pensioni vedrà aumentare sensibilmente le proprie uscite. L'esperta di economia @ciao.elsa molto attiva su TikTok ha dato la sua versione dei fatti. A suo dire, l'INPS non può fallire. Perché è vero che quando i pensionati diventeranno più dei lavoratori attivi, pagare le pensioni a tutti diventerà complicato, ma è anche vero che l'Istituto non può chiudere come una srl qualsiasi.

L'INPS fallirà nel 2030?

Elsa sostiene che il governo ha diversi modi per finanziare direttamente l'Istituto di Previdenza Sociale. "Ogni anno, chi è al Governo dovrà decidere come gestire questi soldi per far stare in piedi la barracca. Quindi potrà, ad esempio, abbassare le pensioni, cambiare il modo in cui si andrà in pensione aumentando l'età. Una cosa è certa: l'Italia è una nazione dove ci sono molti più anziani che giovani. Quindi, secondo te, di chi faranno gli interessi?".

In un altro video dello stesso canale, è stata approfondita la questione dell'anno 2030, quando andrà in pensione un numero altissimo di persone nate all'inizio degli Anni '60. Questi individui, infatti, godono ancora del sistema previdenziale misto, ovvero una parte di retributivo (grande) e una di contributivo (piccola ma presente), che permetteranno loro di ricevere una pensione quasi uguale all'ultimo stipendio. Si stima che se l'INPS riuscirà a resistere fino al 2048, poi, tutto si sistemerà perché ci saranno meno pensioni da pagare.

Quali sono le possibili soluzioni? La prima è fare più figli, che diventeranno lavoratori che pagheranno le pensioni a chi oggi è un lavoratore. La seconda, come già detto, è il giusto compromesso tra aumento dell'età pensionabile e abbassamento degli assegni degli attuali lavoratori e futuri pensionati. Eh, già: chi oggi ha dai 25 ai 50 anni probabilmente riceverà una pensione decisamente inferiore al suo stipendio attuale e inizierà a farlo intorno ai 70 anni, non ai 60/63 come qualche suo parente più anziano già pensionato. Bisogna sperare per il meglio ma prepararsi al peggio. Non è un caso che dal 2025, con il silenzio assenso, si versi la pensione in un fondo privato.

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