La comunicazione negli ultimi 15 anni è irrimediabilmente cambiata. Da quando gli smartphone e i tablet sono diventati più numerosi degli esseri umani, era pressoché inevitabile. Le telefonate sono diminuite, gli SMS quasi scomparsi, sostituiti dalle app di messaggistica. C'è chi usa sticker, emoji, 'reazioni' ai messaggi e note vocali. I tempi si sono dilatati: alcuni rispondono dopo pochi minuti, altri impiegano ore. Qualcuno, se ha un discorso 'lungo' da fare, preferisce effettuare una chiamata oppure mandare un vocale di diversi minuti. C'è anche chi disprezza sia le telefonate che i messaggi vocali, specialmente se durano più di 30 secondi. È inevitabile che i nuovi tipi di comunicazione abbiano attirato l'interesse di psicologi cognitivi e neuroscienziati.

Molte persone preferiscono i testi scritti ai messaggi vocali o alle comunicazioni audio in generale. Chi appartiene a questa categoria non è introverso ma ha una personalità rara. Dal punto di vista neurocognitivo, le azioni di leggere e di ascoltare attivano processi al contempo sovrapposti e distinti nel cervello. La lettura, infatti, è un atto di decodificazione visiva delle parole, che vengono immediatamente trasformate in suoni e significati; c'è anche la punteggiatura, che aiuta aiuta a comprendere con più 'ordine' l'informazione. L'ascolto è diverso e impone di seguire il ritmo del parlante, senza la possibilità di saltare avanti.
Cosa significa se odi messaggi vocali e telefonate
La velocità con cui una persona legge informazioni scritte, di norma, è maggiore rispetto a quella della comprensione del parlato. Da studi scientifici, è emerso che l'essere umano istruito legge dalle 200 alle 400 parole al minuto; al contrario, nei dialoghi enei messaggi vocali si riescono a processare dalle 120 alle 160 parole al minuto. Detto in altri termini, la lettura permette una gestione del tempo più flessibile. Alcuni hanno fatto l'esempio della persona che guida un'auto sportiva in una via trafficata del centro città. In una parola: uno spreco. La psicologia ha anche parlato di cosa significa non voler festeggiare il compleanno.
Chi detesta telefonate e messaggi vocali percepisce uno spreco di risorse attentive. Al contempo è consapevole che leggere un testo scritto permette di comprenderlo e analizzarlo meglio. Secondo studi psicologici, solitamente chi preferisce la lettura all'ascolto ha una mente più orientata al controllo, alla sintesi e alla rapidità decisionale. Ecco perché qualcuno reputa gli audio "una perdita di tempo", un fastidio. È anche vero che uno studio scientifico pubblicato su Reading and Writing ha evidenziato come combinare lettura e ascolto (audiolibri sincronizzati col testo) migliora la comprensione rispetto alla modalità 'singola'.
