Perché il Giappone, così avanzato tecnologicamente, preferisce il contante alle carte? La risposta dell'esperto

Chiunque sia stato in Giappone sa che, a differenza dell'Italia, gli esercizi commerciali possono legalmente rifiutare i pagamenti con carta. Gli stessi giapponesi preferiscono il contante per gli acquisti quotidiani. Ma perché una nazione così avanzata tecnologicamente si 'aggrappa' al contante e non 'abbraccia' la nuova normalità? Ne ha parlato un content creator italiano esperto di cultura nipponica, registrato come @ilfujitivo. All'inizio ricorda che nel 2026 non è affatto raro pagare con carte di credito, di debito, cellulari o carte prepagate, ma è altrettanto comune che alcuni esercizi commerciali - in particolar modo i bar, piccole botteghe e negozietti - rifiutino pagamenti che non siano in contanti. Qual è il motivo? "Non c'è un'unica risposta a questo interrogativo. Nel corso degli anni ho collezionato varie informazioni". La sintesi è che ci sono diversi fattori che rallentano la transizione verso una società cashless.

"Il primo motivo è che, secondo i giapponesi, il contante è affidabile, tangibile e meno soggetto alle frodi e alle truffe. È emerso che oltre il 55% dei giapponesi è preoccupato da eventuali truffe a livello economico", spiega l'autore del video. C'entra anche il fatto che il Giappone è soggetto relativamente di frequente a eventi come tsunami e terremoti di forte intensità. "Durante queste calamità, il contante è più utile che mai, perché Internet potrebbe non funzionare". La società giapponese è molto anziana e longeva, dunque non sorprende che ancora nel 2026 così tante persone non si "arrendano" ai pagamenti digitali.

Perché il Giappone preferisce il contante nel 2026

"I giapponesi - prosegue l'esperto - danno grande importanza simbolica al denaro. Ai matrimoni è normale regalare una busta con i soldi", dunque qualcosa di tangibile e non un 'freddo' bonifico. Un'altra similitudine con l'Italia, oltre alla "busta con i soldi", è che i commercianti giapponesi non amano pagare le commissioni alle banche, così come il noleggio o l'acquisto delle apparecchiature per ricevere pagamenti digitali. Una differenza con l'Italia c'è: in Giappone non si preferisce il contante per evadere le tasse. Sono pochissimi coloro che non le pagano. Come spiega @ilfujitivo, infatti, il tax gap in Giappone (differenza tra tasse dovute e tasse incassate) è del 4.3%, mentre in Italia è oltre il 18% (l'autore del video precisa che è una media degli ultimi dieci anni).

L'esperto di cultura nipponica ha spiegato che tra i tanti motivi della preferenza del contante non c'è la voglia di evadere le tasse - forumagricolturasociale.it
L'esperto di cultura nipponica ha spiegato che tra i tanti motivi della preferenza del contante non c'è la voglia di evadere le tasse - forumagricolturasociale.it

Dai dati pubblici, emerge che fino al 2018 la quota di pagamenti con carta di credito o cellulare era appena del 24% in tutto il Giappone. Gradualmente, dal 2018 al 2025, anche grazie all'intervento del governo, la percentuale è salita sensibilmente. L'ultimo dato disponibile, risalente al 2023, segnalava una quota del 40%. Nello stesso anno, la Germania era a quota 51%: un'altra nazione tecnologicamente avanzata dove per tante persone, specie gli Over 40, pagare in contanti rimane la norma. Idem i suoi 'vicini' Austria e Svizzera, mentre nei Paesi Bassi e nel Regno Unito la situazione è diametralmente opposta: non è impossibile notare supermercati che accettano solo pagamenti digitali.

Lascia un commento