Uno studio di psicologia ha rivelato perché dimentichiamo spesso le cose più semplici pur essendo giovani.
Quando si è giovani non ci si aspetta di dimenticare spesso le cose più semplici, eppure un numero crescente di persone oggi ha difficoltà a ricordare anche le informazioni più semplici. Una situazione che ha portato la scienza a interrogarsi sulle cause precise di questo problema di memoria e, in particolare, nelle persone che dovrebbero essere tra le meno colpite.
In uno studio pubblicato sulla rivista Brain Sciences, i ricercatori hanno esaminato il fenomeno del 'degrado celebrale', e i suoi effetti sulle nostre capacità di memoria. Secondo lo studio su Brain Sciences, il fenomeno di dimenticanza corrisponde a uno squilibrio cognitivo e a un esaurimento mentale avvertito dagli individui e, in particolare adolescenti e giovani adulti. Il tutto, a causa dell'eccessiva esposizione a contenuti online di bassa qualità con particolare riferimento ai social network.
Perché tendiamo a dimenticare le cose più semplici: cosa dice la psicologia
Un fenomeno, quello di dimenticare le cose, molto spesso, preso alla leggera, ma che ha delle reali conseguenza. I ricercatori hanno sottolineato come le conseguenze siano molto concrete e spiegano che i comportamenti associati a questo fenomeno, come lo scorrimento di contenuti ansiogeni, il consumo eccessivo di informazioni o la dipendenza dai social network, hanno effetti sulla salute mentale, ma anche sul benessere emotivo e sull'autostima.

Un altro studio pubblicato sulla rivista Neurology, rivela che la percentuale di adulti che hanno segnalato un deterioramento cognitivo è aumentata dal 5,3% al 7,4% tra il 2013 e il 2023. Un aumento particolarmente significativo, soprattutto per gli under 40. Naturalmente, è fondamentale sottolineare che anche lo studio appena spiegato ha delle limitazioni. I ricercatori hanno valutato prevalentemente la presenza di deficit cognitivo basandosi su una singola domanda posta ai partecipanti, vale a dire: "Hai difficoltà a concentrarti, ricordare o prendere decisioni a causa di un problema fisico, mentale o emotivo?". Domanda che può portare anche a risposte più soggettive, essendo non proprio specifica.
Gli adulti, quindi, dovrebbero limitare secondo le raccomandazioni di Salute Pubblica Francia, il tempo trascorso seduti e trascorso davanti agli schermi al fuori del lavoro. Un modo, dunque, per aiutare non solo la memoria, ma anche per ridurre i comportamenti sedentari e i rischi associati, come affaticamento degli occhi, disturbi del sonno e riduzione dell'attività fisica. Anche i giovani, nel frattempo, stanno diventando sempre più consapevoli dell'impatto che il tempo trascorso davanti agli schermi ha sul loro cervello e stanno cercando di porvi rimedio. A parlarne è stato anche il consulente Micheal Hall che ha condiviso le sue riflessioni sull'influenze degli schermi sulla memoria.
