Cosa significa piangere facilmente, secondo la psicologia

Cosa significa piangere spesso e facilmente, secondo la psicologia: dietro ogni cosa che facciamo, c'è spesso un significato più profondo.

Piangere facilmente non vuol dire avere necessariamente un carattere 'debole', anzi. La psicologia dà una lettura tutt'altro che negativa per questo modo di fare. Le lacrime, molto spesso, hanno un significato complesso e al contempo importante, molto più di quello che si tende a dare. Per molti piangere è un gesto che viene spontaneo e a volta capita che, in quel dato momento, sia quasi inevitabile. Porta le persone a farsi anche delle domande come: 'è normale che mi capiti così spesso?'. Ecco che cosa significa, secondo la psicologia, lasciarsi andare a questo tipo di emozioni.

Cosa significa, secondo la psicologia, piangere spesso e facilmente

Piangere spesso e facilmente è un processo che viene descritto in psicologia come "crying proneness", ossia una bassa soglia nel passare alle lacrime di fronte a determinati stimoli. Questi possono essere sia negativi che positivi. Si tratta di un vero e proprio tratto legato alla sensibilità emotiva, storia di attaccamento e, qualche volta, anche a condizioni dell'umore. La "proneness to crying" è definita come la tendenza stabile di una persona a iniziare a piangere facilmente e spesso, considerata anche come un tratto della personalità relativamente duraturo. Studi di Ad J.J.M. Vingerhoets hanno dimostrato e spiegato che, chi ha questa tendenza, piange più di frequente per un ampio ventaglio di situazioni. Tra queste hanno maggiore importanza la tristezza, ma anche la commozione, la gioia, la frustrazione e l'empatia.

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Momento del pianto, fonte: Canva-Forumagricolturasociale.it

​Chi piange facilmente spesso, inoltre, ha una grande sensibilità emotiva. Questo, però, non vuol dire essere necessariamente fragili, ma avere anche la capacità di sentire più in profondità quello che accade dentro di noi e soprattutto intorno a noi. In questo senso, il pianto diventa una sorta di valvola di sfogo che ci permette anche di ritrovare calma ed equilibrio. Naturalmente, non bisogna dimenticare che in casi come questi, anche la biologia ha la sua fondamentale importanza. Il rilascio di ormoni come ossitocina ed endorfine, ma anche la genetica e il contesto in cui cresciamo e viviamo, possono influenzare la frequenza con la quale esprimiamo le nostre emozioni attraverso le lacrime.

Lo studio denominato highly sensitive persone di Elaine N. Aron collega la sensibilità a una maggiore profondità di elaborazione, forte reattività emotiva ed empatia. Secondo la psicologia, dunque, chi piange facilmente è anche più forte dal punto di vista emotivo. Conoscere le proprie emozioni senza reprimerle, perfette anche di affrontare le situazioni più difficili con maggiore consapevolezza e al contempo lucidità. Il pianto, dunque, può essere anche un segno di resilienza. La sensibilità, se ben accolta, è una forza che ci aiuta anche a crescere. Le persone considerate molto 'sensibili', piangono spesso, ma hanno una forte empatia e una grande capacità di adattamento. Esiste anche una spiegazione per la quale molte persone piangono guardando un film.

Il pianto come fonte liberatoria

Uno studio del 2008, "An Attachment-Theory Perspective”, di Springer, propone che il pianto migliori anche il benessere tramite il rilascio di tensione, recupero fisiologico e anche aumento del supporto sociale. Piangere, dunque, fa bene all'anima e anche al corpo. Le lacrime aiutano a liberare le tossine, abbassano il livello di cortisolo (il famoso ormone dello stress) e stimolano il rilascio di endorfine. Questo garantisce un sollievo immediato. Quante volte dopo aver pianto ci sentiamo sollevati, con la mente più chiara e con nuova energia? Accogliere questo aspetto, quando ci caratterizza, rende sicuramente più forti. Si mantiene attivamente il proprio equilibrio interiore e si nutre la propria profondità d'animo.

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