Il tuo lavoro è a rischio? Le professioni che cresceranno e quelle che spariranno

Un recente studio ha indicati quali sono i lavori in forte crescita nel 2026 e quali, invece, cadranno sempre più in disuso.

Il recente mercato globale del lavoro si sta trasformando sempre di più. A parlare di questo importante cambiamento è uno studio pubblicato sul periodico World Economic Forum, intitolato Future of Jobs Report 2025. Parla apertamente di una vera e propria 'ricomposizione' delle professioni dal 2026 al 2030. Alcuni mestieri sono destinati a crescere sempre di più, altri invece andranno in disuso, fino quasi a scomparire. Il dato più intrigante resta il saldo finale che resta positiva e che racconta un mondo del lavoro solo diverso, non necessariamente più povero di opportunità.

Alla base di questo studio ci sono tre grandi fattori. La tecnologia elimina il lavoro ripetitivo, ma crea nuove competenze per la progettazione e il controllo. La transizione green sposta investimenti e professionalità verso una maggiore sostenibilità ed efficienza energetica. Da non sottovalutare la demografia, il costo della vita, priorità e bisogni, premiando flessibilità, creatività e al contempo capacità di adattamento.

I lavori che cresceranno entro il 2023 e quelli che spariranno: cosa dice lo studio

Lo studio prevede che entro il 2030 cresceranno circa 170 milioni di nuovi post di lavori che rappresenterebbero almeno il 14% dell'occupazione attuale. Nel corso dello stesso periodo di tempo, circa 92 milioni di ruoli verranno meno, ossia circa l8% di quelli che oggi esistono. Il risultato prevede un incremento netto dei posti posti di lavori che salirebbero a 78 milioni, con una crescita demografica del 7%. Una trasformazione che riguarderà direttamente anche i lavori attuali con una maggiore spinta da parte della tecnologia, sempre più avanzata. I ruoli professionali che cresceranno sempre di più sono quelli legati a dati, intelligenza artificiale e sostenibilità.

lavoro disuso
Lavori in crescita-Forumagricolturasociale.it

Gli specialisti dei Big Data sono quelli che dominano la classifica, diventando uno dei mestieri più richiesti in assoluto. Subito dopo si piazzano gli ingegneri FinTech, spinti dalla crescita dei pagamenti digitali e dei servizi finanziari innovativi. Ancora, saranno in crescita gli specialisti in intelligenza artificiale e machine learning, fondamentali per lo sviluppo e la gestione dei sistemi autorizzati sempre in crescita. A questi si aggiungono anche gli sviluppatori software, esperti di cybersecurity, analisti di danti e figure legate ai veicoli elettrici e autonomi. Cresce anche la domanda di ingegneri ambientali e delle energie rinnovabili, segno di una trasformazione green.

Sempre per quanto riguarda le professioni emergenti, il report segnala una crescita importante di lavori considerati 'tradizionali', ma comunque indispensabili. Ci si riferisce a operatori della logistica e delle consegne, lavoratori agricoli, personale edile, operatori sanitari, infermieri e insegnanti. I lavori più penalizzati, invece, saranno quelli amministrativi e di sportello. Qui, gran parte delle mansioni è automatizzabile. Ancora, impiegati postali, sportellisti bancari, addetti all'inserimento dati, cassieri, segretari e assistenti amministrativi, secondo lo studio, subiranno dei cali compresi tra il 20% e il 40%. La stessa sorte riguarderebbe contabili, lavoratori della stampa tradizionale, magazzinieri addetti a registri e inventari, venditori porta a porta e anche alcune figure legate ai trasporti.

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