In Cina, se vedi un'auto del genere piena di adesivi, stai alla larga: il motivo

Paese che vai, usanza che trovi. Alcuni turisti occidentali sono rimasti sorpresi nell'osservare che alcune auto in Cina sono strapiene di adesivi gialli e rossi. Non sono lì per estetica, ma per segnalare un 'pericolo'.

Sei in Cina e, improvvisamente, vedi una delle tantissime auto per strada che spicca sulle altre. Perché? Il proprietario l'ha riempita di adesivi. È un qualcosa che cattura l'attenzione, giusto? L'intento del conducente era proprio quello. Farsi notare e far capire agli altri che è preferibile stargli lontano. O, quantomeno, di portare pazienza e non sorprendersi in caso di errori da principiante. Le scritte più comuni sono due: la prima è “新手上路” (xīnshǒu shànglù in alfabeto latino), corrispondente di “neopatentato in strada”. Altrettanto comune è “实习” (shíxí), ovvero “in periodo di pratica”.

Un'auto in Cina che indica "guidatore inesperto" al volante.
Un'auto in Cina che indica "guidatore inesperto" al volante.

Gli adesivi, come si vede da questi video presi dal web, sono gialli, talvolta con bordi rossi o neri, dunque i colori che da sempre attirano l'attenzione e rappresentano avvertimenti. Il messaggio che comunicano indirettamente è: "Potrei andare molto piano o fare errori", come magari non mettere la freccia a un incrocio, non rispettare le precedenze o avere difficoltà con il parcheggio. Va precisato che non è un segnale ufficialmente riconosciuto dal Codice della Strada. È una versione più evidente della 'P' italiana, che indica 'Principiante'. Ricordiamo che in Italia è obbligatoria per chi guida con il foglio rosa, mentre è facoltativa (ma consigliabile, almeno nei primi mesi) per i neopatentati.

Le regole della strada in Cina

Più è alto il numero di adesivi messi sull'auto, più il conducente è ansioso e inesperto. C'è anche chi ha la patente da anni ma lo fa ugualmente per proteggersi da conducenti poco pazienti ed empatici o molto avvezzi all'uso del clacson. In Cina ci son anche altre differenze. Una volta che un individuo ha conseguito la patente, ha un periodo di prova di 12 mesi, un po' come la fase da "neopatentato" in Italia, che tuttavia di mesi ne dura 36. Anche dall'altra parte del mondo, le eventuali sanzioni sono più 'dure' per chi ha appena preso la patente.

In particolar modo, c'è pochissima tolleranza su eccessi di velocità, guida sotto effetto di alcolici e in generale infrazioni gravi. Chiunque ne commetta una rischia di vedere la patente ritirata seduta stante. In Cina si usano gli sticker per segnalare la propria inesperienza, dunque è una dimostrazione di prudenza e rispetto verso gli altri. In Italia, questo comportamento è molto più raro e qualcuno lo vedrebbe quasi come un'ammissione di debolezza. Un'altra differenza chiave tra gli automobilisti cinesi e quelli italiani è il massiccio uso delle dashcam (videocamere) da parte dei secondi. I cinesi hanno l'abitudine di metterne una sul cruscotto per avere materiale prezioso da mostrare in caso di coinvolgimento in eventuali incidenti. Spesso i filmati che raffigurano eventi rilevanti (risse, incidenti spettacolari o stranezze) finiscono sul web per essere monetizzati. Questa è una moda che, a nostro avviso, tra pochi anni diventerà dilagante anche in Italia.

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