Le patatine in busta piacciono praticamente a chiunque. E coloro a cui non piacciono hanno qualche segreto da nascondere. Certo, molti ne mangiano poche perché non sono l'alimento più salutare al mondo: scelta legittima. Chiunque ne abbia aperta una, però, si è sicuramente chiesto perché le buste siano piene a metà, mentre l'altra metà è fondamentalmente aria. Succede praticamente con tutti i brand, sia quelli famosi che investono milioni di euro in pubblicità ogni anno che quelle del discount. Alcune aziende, per differenziarsi, propongono un packaging trasparente, che permette di vedere il quantitativo reale, ma sono eccezioni. Perché tutte le altre fanno in modo che la busta sia colorata e non trasparente? Ne ha parlato l'account Instagram @storiedibrand, gestito da esperti di marketing, tra cui il fondatore Max Corona.

Lo stesso autore del video ne apre una in 'diretta': "L'aria contenuta in questo pacchetto ha una funzione molto specifica", premette. "Le chips sono nate negli Stati Uniti tanti anni fa. Diventano fin da subito un business molto florido. Inizialmente preparate solo nei ristoranti, ben presto vengono prodotte su larga scala. Fin dai primi anni, ci si accorge che queste patatine hanno un piccolo problema se vendute su larga scala. Lo sappiamo: sono un prodotto molto delicato e si frantumano in mille pezzi appena le addentiamo. Questa caratteristica si porta dietro anche un problema logistico non indifferente. Durante il trasporto, il pacchetto finisce a destra, a sinistra e si spezzano tutte le patatine".
Perché le buste di patatine sono fatte per metà di aria
"Ecco la soluzione geniale dell'essere umano: riempire i pacchetti di aria. Così facendo si crea una sorta di cuscinetto che rende quasi impossibile la rottura del prodotto in mille pezzi", aggiunge Corona. A voler essere ancor più precisi, all'interno delle buste di patatine non c'è aria ma azoto, un gas che aiuta anche a mantenere le patatine croccanti, perché assorbe l'umidità. I produttori, poi, sono felicissimi di mettere l'azoto al posto delle patatine: costo quasi zero e spesa minore per singolo pacchetto.
"Questa è inflazione mascherata: il prezzo rimane lo stesso, mentre il contenuto nel pacchetto diminuisce. Il cambiamento, lì per lì, è impercettibile ma alla lunga ce ne accorgiamo che la quantità di patatine è diminuita di molto", conclude. Nei commenti, c'è chi fa notare che un brand che non delude mai da questo punto di vista è Pringles: le patatine sono presenti fino all'orlo. Il problema? Non sono patatine. E lo sa benissimo anche la casa produttrice, che non cita mai il vocabolo di cui sopra, ma usa la formula "snack salato", a base di fecola, patate e aromi. Qui un approfondimento sulle Pringles da parte di una nutrizionista. Insomma, con la scusa che "si rompono", le aziende produttrici hanno potuto fare in modo di mettere meno prodotto.
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