Cosa rivela di te lasciare passare qualcuno in fila, secondo la psicologia

Cosa significa, secondo la psicologia, lasciare passare qualcuno in fila quando ne ha la necessita? Ci sono una serie di risposte per nulla scontate.

Lasciare passare qualcuno quando è in fila è considerato, dal punto di vista della psicologia, come un comportamento definito prosociale. Vale a dire che si tratta di un'azione intenzionale che dà benefici all'altro a costo anche di un piccolo svantaggio personale (magari ti ritrovi a perdere tempo e perdi la tua "posizione"). Lasciare il proprio posto a qualcuno perché magari è di fretta, vuol dire percepire la sua difficoltà e soprattutto mettere in atto un comportamento altruistico, ossia orientato al benessere dell'altro e non al tuo.

Lasciare il proprio posto a qualcuno in fila: cosa significa secondo la psicologia

Le ricerche in merito a questo comportamento, mostrano che gesti come questi, implicano quasi sempre un costo personale, anche se minimo. Si 'perde' il beneficio di aver atteso fino a quel momento e di conseguenza il proprio posto. Non è, quindi, un comportamento neutro, ma richiede una piccola rinuncia per dare qualcosa ad un altro. Rivela, inoltre, una forte capacità di presa prospettiva. Riesci a valutare rapidamente chi ha urgenza, chi sta peggio in quel determinato momento e finisci per adattarti di conseguenza. Le persone che compiono gesti come questi hanno spesso una buona consapevolezza sociale e una forte empatia, oltre che una grande sensibilità spontanea per i bisogni sia pratici che emotivi degli altri. ​

persone in fila
Persone in fila-Forumagricolturasociale.it

Dal punto di vista del benessere psicologico, atti altruistici di questo tipo non giovano solo chi li riceve, ma anche chi li compie. Una serie di esperimenti messi in atto da Hu e colleghi, pubblicati su Frontiers in Psychology con il titolo Helping Others, Warming Yourself, mostrano che avere questi comportamenti altruistici aumentano la sensazione di calore nell'ambiente. Riduce anche la distanza sociale. Insomma, chi aiuta si sente più vicino agli altri e tende a sentire il mondo più caldo e accogliente dopo aver aiutato l'altro. Le code, inoltre, sono un sistema di "ordine formale": non c'è quasi mai un'autorità che le controlla, ma le persone la rispettano come regola implicita.

Dave Fagundes, in The Social Norms of Waiting in Line, descrive come le file funzionino grazie a norme non scritte di equità e cooperazione tra estranei. Dentro questa cornice, lasciare passare qualcuno è una deviazione consensuale dalla regola, accettata perché c'è una ragione. Valgono, quindi, soprattutto se l'altro è in netta difficoltà, ha molta fretta o è particolarmente fragile. Fagundes nota proprio che questi casi sono più tollerati perché si basano su una forte reciprocità. Siamo disposti a rinunciare al nostro vantaggio immediatamente per preservare un senso di giustizia e umanità condivisa nella fila.

Lascia un commento