"Questa è l'unica popolazione mondiale che non soffre di depressione: tutto merito di questa abitudine"

Una content creator ha svelato una curiosità molto interessante: esiste al mondo una popolazione dove non si sono mai verificati casi di depressione clinica. La scienza ha studiato queste persone, arrivando a una conclusione relativamente semplice: gran parte del merito è dovuta a un'abitudine specifica.

La tiktoker @andrea.snowy ha parlato di un aneddoto molto curioso: esiste una popolazione mondiale che non ha mai sofferto di depressione. "Fanno qualcosa che la società moderna non contempla", spiega. Andrea cita uno studio scientifico, non una teoria 'New Age': "Nel 2018, alcuni antropologi dell'Università di Helsinki andarono a vivere per sei mesi con la tribù Kaluli, in Papua Nuova Guinea. La cosa più curiosa che hanno scoperto è che questa tribù ha un'abitudine molto specifica: si chiama pulizia notturna e serve a resettare il sistema nervoso".

La tribù Kaluli, in Papua Nuova Guinea, non soffre di depressione - forumagricolturasociale.it
La tribù Kaluli, in Papua Nuova Guinea, non soffre di depressione - forumagricolturasociale.it

Cosa vuol dire "pulizia notturna"? "Ogni notte, prima di andare a letto, i bambini della tribù Kaluli si riuniscono attorno al fuoco, parlano delle loro esperienze, delle loro paure, dei loro dolori e dei loro incubi. I genitori non li interrompono, non li consolano: semplicemente ascoltano, fino a quando la respirazione dei figli non rallenta". Si dirà: è una tribù della Papua Nuova Guinea, dove il "metodo scientifico" è un concetto sconosciuto ai più. In realtà, la scienza occidentale conferma l'efficacia di tale routine, nel senso che dimostra come parlare ad alta voce delle proprie paure calmi il sistema nervoso.

La popolazione che non soffre di depressione

Al contrario, reprimere le proprie paure alimenta ulteriormente il ciclo di stress e obbliga il corpo a processare queste paure internamente per tutta la notte. La tribù Kaluli sostiene che "il corpo dorme quando il racconto finisce". Questa pratica insegna ai bambini ad affrontare le proprie emozioni anziché nascondersi. Nel mondo occidentale, è più comune reprimere queste paure, del tipo: "Non fare pensieri cattivi prima di addormentarti". Reprimere, però, significa mantenere in vita lo stress e ciò contribuisce direttamente a sviluppare ansia cronica e depressione.

Andrea insiste: "Il concetto che il corpo dorme quando il racconto finisce è potente, perché certifica come le paure, i traumi e le preoccupazioni irrisolti non bloccano solo la mente ma anche il riposo fisico ed emotivo. E la cosa importante è che questa pratica non serve solo ai bambini! È utile anche per gli adulti, non è mai tardi, possiamo ottenere i benefici anche alla nostra età. In poche parole, la tribù Kaluli ci insegna che esprimere e affrontare le nostre emozioni prma di andare a dormire è salute mentale... preventiva, qualcosa che la società moderna ha dimentcato". Nei commenti, in molti si chiedono come fare se non c'è nessuno che ascolti. Altri suggeriscono di tenere un diario: scrivere non è paragonabile a parlare a voce alta ma è meglio che reprimere.

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