Uno psicologo ha spiegato perché le promesse che facciamo ogni inizio dell'anno falliscono sempre: non c'entra sempre la buona volontà.
Ogni volta che finisce l'anno ci ritroviamo a fare le somme dell'anno precedente. Per questo facciamo delle anche delle promesse, convinti di cambiare per il nuovo anno. Ci si prefissa, ad esempio, di mangiare meglio, di fare più sport o di smettere di rimandare tante, troppo cose. Per qualche giorno, magari, l'idea funziona davvero. Ora, a febbraio, dopo un mese dall'inizio del nuovo anno, ci si rende conto che non è proprio così. L'entusiasmo affievolisce e si ritorna, senza neanche accorgersene, alle vecchie abitudini.
Non si tratta solo di forza di volontà, come magari siamo abituati a pensare. Uno psicologo sui social, conosciuto come @lapsicologiaperte, ha spiegato che ci sono radici molto più profonde e riguardano soprattutto il modo in cui il nostro cervello reagisce ai cambiamenti improvvisi e non solo. Anche alle aspettative irrealistiche e all'illusione di poter azzerare tutto con una semplice data di calendario.
Psicologo spiega perché le promesse fatte all'inizio dell'anno falliscono sempre
Lo psicologo su Instagram @lapsicologiaperte, ha spiegato che le promesse che ci facciamo solitamente a Capodanno falliscono quasi sempre per una serie di motivi. La pigrizia, psicologicamente, c'entra veramente pochissimo. Le promesse falliscono perché le costruiamo nel modo sbagliato. Fondamentalmente, spiega l'esperto, non nascono dal desiderio di stare meglio, ma dal disprezzo di noi stessi e per come siamo in quel preciso momento, 'adesso'. Ogni anno, rivela lo psicologo, facciamo la stessa identica cosa: ci promettiamo di cambiare vita, di essere più disciplinati, più centrati, più forti e persino più felici.

Quando però una promessa nasce dalla colpa, il sistema nervoso entra in allerta. Un cervello che sta costantemente in allerta non cambia, resiste. Appena abbassi la guardia torna esattamente dov'era prima. Il punto di partenza peggiore è pensare: "Devo cambiare perché così non vado bene". Pensando questo, non stiamo costruendo una nuova versione di noi stessi, ma stiamo cercando di scappare dalla vecchia e da quella che 'odiamo'. Dal punto di vista psicologico, quando ci si muove a partire dal senso di colpa, avviene una cosa che è davvero specifica. Si aumentano i livelli di ansia. Si cerca di cambiare per calmarti, ma alla fine non fai altro che agitarti ancora di più.
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È come cercare di spegnere un incendio con la benzina. Lo psicologo sostiene che bisogna ricordare che una promessa che nasce dall'odio non potrà mai portare a nulla di buono. Se scegli di cambiare per smettere di provare fastidio, di vergognarti o per diventare finalmente 'abbastanza', non si tratta di crescita ma di vera e propria punizione. Il cervello conosce molto bene questo meccanismo ed è per questo che ogni anno ti ritrovi a ricominciare dall'inizio. Non bisogna sperare di diventare qualcuno diverso da te, ma prendersi cura di se stessi.
