Perché non devi smettere di controllare tuo figlio adolescente, secondo la psicologia

Secondo la psicologia si sbaglia di grosso, se ci si sente in colpa ogni volta che si chiede al proprio figlio adolescente "Con chi sei?" e si ha paura di essere quel genitore 'elicottero' che soffoca ogni respiro del proprio ragazzo.

Alcuni genitori ogni volta che guardano lo smartphone del proprio figlio, provano un senso di disagio. La società moderna ripete spesso che è necessario lasciare spazio ai propri 'ragazzi', che la fiducia deve essere totale e incondizionata. Eppure, quella strana ansia che i parenti avvertono nello stomaco ha una spiegazione scientifica. Forse, il proprio istinto di protezione sta vedendo qualcosa che la ragione ignora. Non si tratta di essere un tiranno se si vuol sapere dove il proprio figlio trascorre il sabato sera. Non si è una madre ansiosa se si pretende di conoscere tutti gli amici degli figlio. La psicologia dello sviluppo sta cambiando prospettiva su questo tema così delicato.

La scienza regala una verità liberatoria. Un importante studio condotto dalla Rutgers University negli Stati Uniti ribalta i sensi di colpa dei genitori. I ricercatori hanno analizzato i dati di circa 4.000 ragazzi nel Regno Unito. Parliamo di preadolescenti tra i 12 e i 14 anni. I risultati sono stati sorprendenti e controintuitivi. Esistono tratti caratteriali che i nostri figli ereditano. Parliamo di impulsività, tendenza ai comportamenti antisociali o curiosità verso il pericolo. Questi tratti sono scritti nel DNA. Sembrano condanne silenziose. Molti pensano che l'educazione non possa nulla contro la biologia. Invece, la sorveglianza genitoriale si è rivelata più potente dei geni stessi.

Oltre il pregiudizio: la sorveglianza dei figli come atto d'amore profondo, secondo la psicologia

Il monitoraggio costante agisce come un paracadute invisibile. Quando un ragazzo è impulsivo, la sua mente cerca lo stimolo immediato. Non vede le conseguenze a lungo termine delle sue azioni. Qui interviene il genitore. Sapere dove si trova il figlio sposta l'ago della bilancia. Questa ingerenza diventa una guida sicura nel caos dell'adolescenza. I ricercatori della Rutgers hanno dimostrato che il controllo previene i comportamenti a rischio. Non si tratta di mancanza di fiducia. Si tratta di compensare una maturità neurologica ancora incompleta. La corteccia prefrontale dei ragazzi è ancora in costruzione. Un genitore deve prestare loro la sua capacità di giudizio finché la loro non sarà pronta.

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Adolescenti a scuola, perché è sempre bene tenerli sott'occhio, secondo la psicologia - forumagricolturasociale.it

Bisogna smettere di guardare al controllo come a un atto ostile anche perché molti adolescenti interpretano l'assenza di domande come una forma di indifferenza. Questo è il pensiero che spesso si fa largo nelle loro menti fragili. Il monitoraggio è, in realtà, una forma di presenza e amore costante. Certo, esiste una differenza sottile tra lo spionaggio e la cura. La ricerca sottolinea che la sorveglianza attiva è decisiva per tenerli lontani dai guai. Questo vale soprattutto per i ragazzi con una naturale inclinazione alla ribellione. In questi casi, il "genitore elicottero" non è un problema, ma una risorsa vitale.

Lo studio chiarisce che il monitoraggio conta più dell'ereditarietà. Significa che la presenza di un genitore fa davvero la differenza. Non si è impotenti davanti al carattere difficile di un figlio. L'impegno quotidiano vince sulla biologia e sul temperamento innato. Insomma, la psicologia invita i genitori a essere presenti e a non vergognarsi della voglia di proteggere i propri figli. Il controllo, quando nasce dall'affetto e non dal potere, è un pilastro educativo. La ricerca della Rutgers University svela proprio questo.

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