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La televisione ha rivoluzionato la società italiana (e non solo) nella stessa misura in cui lo ha fatto Internet. In questo articolo testeremo la memoria delle persone cresciute tra gli Anni '80 e '90, con 9 cartoni animati. I primi 5 probabilmente li ricordano tutti, gli ultimi 4 decisamente meno persone.
Goldrake

Anime giapponese ideato da Go Nagai, Goldrake è l'abbreviazione di "UFO Robot Grendizer", titolo originale dell'opera. Non a caso, le prime parole della sigla sono proprio "UFO robot". Fu trasmesso in Italia dalla Rai a partire dal 1978, diventando un fenomeno culturale senza precedenti. Andava in onda nel primo pomeriggio su Rai 1, con ascolti record che arrivarono a superare i 14 milioni di spettatori in alcune giornate. Possiamo dire che sia stato un apripista: dopo gli enormi successi su Rai 1, in Italia furono proposti altri cartoni animati di "robottoni" che ebbero discreto successo. Malgrado siano passati quasi 50 anni dal debutto, ancora oggi è un cult assoluto e anche chi è nato ben dopo il 1978 sa associare a Goldrake un'immagine mentale.
Sailor Moon
Trama e personaggi totalmente diversi, successo molto simile. Questo anime giapponese ideato da Naoko Takeuchi andò in onda in Italia su Italia 1 per la prima volta nel 1995, collocato nel pomeriggio nel palinsesto dell'altrettanto iconico "Bim Bum Bam" e successivamente "Club Super!". Fu un successo clamoroso tra le bambine degli Anni '90 e aprì le porte al successo ad altri cartoni animati genere "magical girl" in Italia. Clamorosamente, però, Mediaset decise di non mandare in onda l'ultima stagione (la quinta) per "scelte editoriali". Di fatto, l'opera, intitolata "Sailor Stars" non è mai stata trasmessa in chiaro nel nostro paese.

Ken il guerriero
L'esordio del Guerriero avvenne ben prima di Sailor Moon: in Italia parliamo del 1984. Il titolo originale è "Hokuto no Ken" e segnò una rivoluzione perché fu il primo cartone animato della storia della tv italiana a mostrare scene di violenza esplicita, poi parzialmente censurate a seguito delle lamentele di decine di migliaia di genitori. Proprio le numerose scene di violenza contribuirono a farli perdere importanza e aprirono il dibattito circa i limiti applicabili ai cartoni animati.

L’ispettore Gadget
Quasi tutti conoscono l'ispettore Gadget, ma in pochi sanno che è una produzione a tre bandiere: franco-canadese-statunitense. In un'epoca dominata dai prodotti giapponesi, rappresentò una sorta di eccezione, al punto che sia Rai che Mediaset ne acquistarono i diritti tra il 1983 e il 1986. La serie è finita da tempo, ma su Netflix c'è una serie in CGI realizzata nel 2015, mentre quindici anni prima è stato prodotto un film live-action con Matthew Broderick.

Tartarughe Ninja
Altro format non-giapponese di enorme successo tra fine Anni '80 e primi '90 e, tra quelli citati, probabilmente il più 'resistente' di tutti, al punto che l'ultimo film ispirato alla saga è uscito nel 2023.

Mimì e la nazionale di pallavolo
Iniziamo con quelli meno famosi. Questo è un Anime giapponese di 104 episodi ideato nel 1968 ma arrivato nel nostro paese solo negli Anni '80. Il titolo originale è totalmente diverso: Attack No. 1. A trasmetterlo in Italia fu Italia1 per prima a fine Anni '80 ma diverse reti locali ne acquistarono i diritti. Per chi non lo sapesse, racconta la storia di Mimì Ayuhara, giovane atleta determinata a portare la squadra giapponese di pallavolo alle Olimpiadi. Per quanto in molti se ne ricordino, non ha mai raggiunto mai la popolarità di Holly e Benji nonostante la struttura narrativa simile, probabilmente perché in Italia la pallavolo aveva (ed ha ancora oggi) meno presa culturale rispetto al calcio.

Nadia e il mistero della pietra azzurra
Anime giapponese prodotto dallo studio Gainax (gli stessi di Neon Genesis Evangelion), venne trasmesso in Italia sulle reti Mediaset a partire dal 1991 nel pomeriggio. La storia, ambientata a fine '800, è ispirata fedelmente a "Ventimila leghe sotto i mari" di Jules Verne e racconta le vicende di una misteriosa ragazza e di un giovane inventore in un'avventura steampunk. Era un cartone dall'animazione molto ben curata e dalla sceneggiatura complessa, forse per questo non diventò un successo popolare come altri cartoni citati sopra. Gli amanti degli anime lo considerano un gioiellino degli Anni '90, da recuperare assolutamente. Con una breve ricerca Google, si scopriranno modi gratuiti per guardarlo legalmente.

Pelleossa
Altro cartone che alcuni ricorderanno e che altri diranno di non aver mai visto. La serie animata è andata in onda in Italia a partire dal 1995 sulle reti Mediaset. Il protagonista è lo Zio Tibia della serie Tales From The Crypt. Mischiava commedia e horror in stile grottesco, con uno scheletro parlante che introduceva brevi storie spaventose per bambini. La sigla italiana fu una delle tantissime di quel periodo cantata da Cristina D'Avena, ma non bastò per renderla popolare. Gli ascolti non entusiasmanti convinsero Mediaset a non riproporre repliche e oggi è piuttosto difficile da trovare in streaming legale.

Georgie
Anime giapponese di 45 episodi pubblicato nel 1984, tratto dal manga di Mann Izawa, In Italia arrivo quattro anni dopo, grazie a Italia 1, come parte di Bim Bum Bam. Ha qualche similitudine con Lady Oscar ma racconta la storia di Georgie, una ragazza dai capelli rossi cresciuta in una fattoria con due fratelli adottivi che la adorano. Dopo aver scoperto di essere, per l'appunto, figlia di un padre diverso, parte per il Regno Unito per ritrovarlo. La strada si rivelerà ricca di ostacoli, con momenti molto difficili come la perdita d'identità, l'abbandono e l'amore non corrisposto. Insomma, non proprio un cartone adatto a tutti i bambini. Anche la sigla di questo cartone è opera di Cristina D'Avena.

