Il prezzo dell'oro crolla, malgrado la situazione in Iran peggiori: il motivo

Anche chi non ha una laurea in economia, sa che nei periodi storici incerti, il prezzo dell'oro sale alle stelle. Negli ultimi quattro anni, il bene rifugio per eccellenza ha visto crescere enormemente il proprio valore per via della situazione incerta a livello geopolitico. Da qualche giorno, però, il prezzo è crollato.

Chi segue la cronaca internazionale lo sa bene: da inizio marzo, la situazione in Medio Oriente è peggiorata clamorosamente. Lo scontro tra Iran e Israele (con la complicità degli Stati Uniti) prosegue e gli attacchi agli impianti di lavorazione del petrolio e del gas hanno avuto e avranno conseguenze devastanti, sia a livello ambientale che economico. Insomma, la situazione geopolitica, già molto complessa per le varie guerre in corso nel mondo, è diventata ancora più difficile da decifrare. Eppure, dalla seconda decade di marzo, l'oro è crollato. Da inizio marzo, secondo Barron's, ha perso il 17% rispetto ai massimi storici. La scorsa settimana ha registrato il calo settimanale più forte degli ultimi 10 anni (-9.5%).

Non possiamo parlare di un collasso ma di un crollo significativo sì. La domanda che sorge spontanea è: perché? Se durante le crisi economiche e geopolitiche il valore sale, perché ora che la crisi è realmente grave, sta scendendo? La risposta è su più livelli. Sta accadendo che il dollaro si sta rafforzando e, come noto, l'oro è quotato in dollari. Dato che il dollaro è tornato a crescere dopo una lunga fase di calo, a farne le 'spese' in termini di opportunità per gli speculatori è stato l'oro. Sono saliti anche i tassi di interesse (e forse continueranno a farlo): quando ciò accade, conviene tenere liquidità o obbligazioni, mentre l'oro - che non rende interessi - perde 'fascino'. Il conflitto in Medio Oriente, come noto, sta causando un aumento dell'inflazione (energia e beni alimentari saranno più cari), fattore che penalizza l'oro.

L'oro cala di valore malgrado la situazione peggiori in Iran

Altro fattore rilevantissimo: molti investitori, notando gli aumenti clamorosi delle prime settimane del 2026, banalmente hanno venduto l'oro in proprio possesso, consapevoli che un valore così alto si ripeterà raramente nel futuro prossimo. La situazione è estremamente complessa e gli annunci contraddittori di Trump non aiutano a chiarirla, per cui la certezza è che da inizio marzo il valore dell'oro abbia subito un crollo deciso, ma non possiamo prevedere che il calo proseguirà, né che ci sarà una nuova impennata. L'aumento certo dell'inflazione, però, fa pensare che almeno nel breve termine, l'oro non tornerà ai livelli di gennaio e febbraio 2026.

Malgrado la situazione in Iran sia sempre più incerta e complessa, l'oro è crollato da quando sono iniziate le ostilità con Israele.
Malgrado la situazione in Iran sia sempre più incerta e complessa, l'oro è crollato da quando sono iniziate le ostilità con Israele.

Insomma, le dinamiche geopolitiche quasi illeggibili rendono le previsioni più difficili che mai. Il fatto che i governi centrali presumibilmente adotteranno politiche monetarie restrittive non fa ipotizzare ulteriori aumenti dell'oro. La crescita infinita, poi, non esiste: l'oro ha toccato traguardi letteralmente mai toccati prima nella storia e il momento del calo sarebbe arrivato, presto o tardi. Resta il fatto che rispetto all'era pre-Covid, il valore di questo materiale rimane altissimo. Solo tra 2009 e 2013 c'era stato un aumento deciso ma comunque inferiore a quello iniziato nel 2022 e mai tornato ai livelli precedenti l'invasione russa in Ucraina. Possiamo affermare, in conclusione di articolo, che l'oro è in una fase di aggiustamento.

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