La psicologia lo conferma: le persone nate negli Anni '60 e '70 sono più resilienti: il motivo

Se sei nato/a tra il 1946 e il 1964, allora sei un "boomer", termine che molti giovanissimi usano con una punta di disprezzo. Sei nato/a in un periodo di grossa espansione economica, dopo la devastazione (in senso ampio) della Seconda Guerra Mondiale. Quelli nati negli Anni '80 e '90 diranno che sei fortunato/a, perché da giovane sei riuscito a comprare casa e a trovare un lavoro stabile molto più facilmente rispetto a chi oggi ha dai 30 ai 40 anni. Un fondo di verità c'è: sei cresciuto in una società in netta crescita economica, con molte opportunità lavorative. Va anche detto, però, che una buona parte del merito è anche tua e di chi ti ha cresciuto. Una ricerca scientifica dello psicologo Peter Gray ha confermato che le decadi degli anni '60 e '70 hanno prodotto adulti "altamente resilienti".

All'epoca - non è retorica, è un dato di fatto - c'era maggiore disciplina nelle scuole e nelle famiglie. Inoltre si era reduci da due decadi pessime a livello economico, che hanno costretto tutti a stringere la cinghia. Un altro fattore fondamentale per l'alta resilienza di coloro che sono diventati adulti tra gli Anni '60 e '70 è il fatto che in infanzia hanno trascorso lunghi periodi di tempo fuori casa in libertà e senza supervisione. Non c'era Whatsapp, non c'erano i telefonini: non si potevano chiamare i genitori per segnalare un problema. Questo ha favorito uno sviluppo significativo delle capacità di risolvere i problemi da soli, una maggiore forza emotiva e una "inoculazione dello stress moderato", fattore che esponeva i bambini dell'epoca a noia, sconfitte e litigi senza l'intervento immediato di un genitore.

Coloro che sono cresciuti negli Anni '60 e '70 sono più resilienti

Rispetto a chi è diventato adulto nelle decadi successive, queste persone avevano più autonomia, meno sorveglianza costante e una maggiore esposizione a esperienze sociali. Questo, scientificamente parlando, forma un individuo promuovendo l'autoregolazione emotiva e la capacità di risoluzione di problemi. I bambini e gli adolescenti degli Anni '60 e '70 dovevano badare maggiormente a loro stessi, non avevano gratificazioni istantanee (come scegliere il cartone da guardare su YouTube nel giro di pochi secondi) e, uscendo di casa, potevano anche perdere l'orientamento, essendo sprovvisti di Google Maps o di sistemi di tracciamento GPS. La strada di casa dovevano ritrovarla da soli, non grazie a uno smartphone. Sul tema psicologia, suggeriamo di leggere cosa dice la scienza su coloro che dopo i 30 anni continuano a giocare ai videogiochi.

Alcuni oggetti iconici degli Anni '60 e '70.
Alcuni oggetti iconici degli Anni '60 e '70.

In altre parole, avevano una vita molto meno programmata e meno protetta, oggettivamente parlando. Tutto ciò ha permesso di fiorire a una generazione con tolleranza alla frustrazione elevata, molta pazienza e capacità spiccata di problem-solving. Anche perché è vero che i "Boomer" sono cresciuti nel boom economico - per l'appunto - degli Anni '60, ma hanno anche, in seguito, vissuto fasi molto difficili, come la gravissima crisi energetica del 1973 e fasi economiche successive tutt'altro che floride. Insomma, questi individui sono più resilienti perché cresciuti in un ambiente meno protettivo di quello attuale. Si sono presi più rischi in adolescenza rispetto alle generazioni successive e questo li ha resi più capaci ad adattarsi.

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