Trovare un oggetto con un'età di 600 anni è sempre una scoperta emozionante. Nel caso di specie, poi, non si tratta di un artefatto umano ma di qualcosa di totalmente naturale: un seme d'uva. A rendere il tutto ancor più curioso è il fatto che il seme si trovasse in un bagno.
Come riportato da CBS News, nella giornata di martedì un seme d'uva è stato ritrovato nella latrina di un ospedale costruito nel XV secolo nella località di Valenciennes, Francia del Nord. Gli esperti lo hanno immediatamente analizzato e sono arrivati alla conclusione che, geneticamente parlando, è identico alle uve ancora utilizzate oggi per produrre il pinot noir. Perché si trovava in un bagno? 600 anni fa le latrine servivano sia per espletare i propri bisogni fisiologici che come "depositi" per la spazzatura. La scoperta è rara ma anche interessante per gli amanti della cultura francese: è la dimostrazione certa che già nel XV secolo il pinot nero era estremamente popolare in Francia.
Laurent Bouby, uno degli autori dello studio scientifico, ha dichiarato che "non è possibile stabilire con certezza" se quel seme fosse stato consumato come uva da tavola o per produrre vino. Ludovic Orlando, altro co-autore dello studio, ha messo l'evento in prospettiva, ricordando come nel XV secolo ci fu la famosa guerra dei Cent'anni tra Francia e Inghilterra. Anche Giovanna d'Arco, venuta a mancare a soli 29 anni, ha vissuto proprio nella prima metà del 1400. "La santa protettrice della Francia potrebbe aver mangiato le stesse uve che mangiamo noi oggi", ha dichiarato Orlando, che insegna all'Università di Tolosa.
Il seme d'uva vecchio 600 anni
Sulla rivista Nature Communications è stato pubblicato un dettagliato studio circa i genomi di 54 semi d'uva ritrovati in Francia, alcuni risalenti all'Età del Bronzo (2300 a.C. circa), fino al Medioevo. Dallo studio, è emerso che varie generazioni di viticoltori hanno usato la tecnica della "propagazione clonale" al fine di preservare per secoli specifiche varietà d'uva. Grazie ai nuovi studi, si è avuta la certezza che la tecnica della propagazione clonale esiste già dall'epoca pre-cristiana, in un arco temporale compreso tra il 625 e il 500 a.C.. Dallo stesso paper, scopriamo che già nel 2000 a.C. in Francia, nella regione di Nîmes, esistevano viti selvatiche, mentre quelle domesticate sono più 'giovani': tra il 625 e il 500 a.C. nella regione meridionale di Var.

A detta degli studiosi, il 'merito' è dei Greci, che fondarono Marsiglia in quel tempo e introdussero la viticoltura nell'attuale Francia. Un altro indizio che già 500 anni prima della nascita di Gesù si commerciava vino in Francia è attribuibile alle anfore, i recipienti del tempo. Non solo: il DNA dei semi d'uva trovati in Francia conferma che ci sono stati scambi con altre varietà provenienti da Spagna, Balcani, Medio Oriente e Caucaso, specialmente nel nord della Francia. Il pinot nero di cui abbiamo parlato nella prima parte dell'articolo è la quarta varietà d'uva più coltivata al mondo e la regione francese con il maggior numero di produttori di pinot è la Borgogna. Il cambiamento climatico sta mettendo in difficoltà i viticoltori, ma una tradizione così lunga troverà certamente il modo di sopravvivere.
