Sei una persona gentile ma senza amici stretti? O ne conosci una? Sappi che non sono individui socialmente inetti. Anzi, proprio per via della gentilezza insita in loro, danno priorità agli altri, al punto da arrivare a sacrificare sé stessi.
Le persone buone e gentili hanno difficoltà a porre dei limiti. Ciò significa che non dicono praticamente mai di no, ma quasi sempre "sì". Questo crea relazioni sbilanciate. Non solo: per mantenere l'armonia con gli altri, evitano le discussioni e il conflitto, anche quando dentro 'scoppiano' e vorrebbero dissentire. A primo impatto, può sembrare una cosa positiva, ma un confronto sincero e diretto accresce l'intimità tra due soggetti, dunque evitarlo è sbagliato. Certo, a volte i conflitti portano a conseguenze insanabili, ma sono casi estremi.
Le persone buone e gentili tendono a parlare poco e ad ascoltare molto. Non parlando molto di sé, non danno modo agli altri di comprendere il loro universo interiore. Spesso sono anche persone che non prendono iniziative sociali personali e aspettano che siano gli altri a fare il primo passo in tal senso. Ricollegandoci a quanto detto sopra, danno tanto e ricevono poco. Sono pronti a offrire supporto agli altri, ma gli altri raramente ricambiano equamente. Di nuovo: relazioni sbilanciate, dunque non funzionanti. Avendo paura del rifiuto, non sono quasi mai autentici: cercano di essere sempre accondiscendenti nei confronti degli altri. Evitando il confronto ed evitando di mettere in mostra le proprie e altrui vulnerabilità, creano relazioni superficiali.
Le persone buone e gentili non sono socialmente inette
La conclusione del discorso è brutale e semplice: la gentilezza da sola non basta. Serve anche reciprocità, autenticità e capacità di mostrarsi vulnerabili. In letteratura scientifica, queste persone sono dette "people pleaser", ovvero coloro che cercano di compiacere sempre il prossimo e che, dunque, regolano la propria emotività attraverso gli altri. La ricerca scientifica certifica che l'intimità tra due persone nasce dalla condivisione personale: senza apertura emotiva non si crea fiducia profonda.

Non c'è nulla di sbagliato o di giusto: è un modo di essere. Di norma, le persone molto gentili e buone sono anche le più selettive: provano a piacere a tutti, ma solo pochi passano il 'filtro'. La loro ansia di piacere a tutti a volte agisce come respingente verso la maggior parte dei conoscenti. Con quei 'pochi' può crearsi grande intimità. La vita, si sa, è imprevedibile e magari chi oggi non ha amici stretti è perché quei pochi che aveva vivono altrove, non ci sono più o sono irreperibili per altri motivi. Per chi soffre per questo motivo, alcuni consigli utili: bisogna cercare di non essere sempre disponibili; provare a ragionare in maniera educata ma decisa: un po' di conflitto serve; per poter compiacere una persona nel modo giusto, non basta ascoltarla ma anche esporsi di più, parlare di sé stessi e aprire 'porte' che si aprono con pochi.
