Siamo alla fine di marzo, il principio di primavera ma le temperature su gran parte d'Italia stanno calando anziché aumentare. Molte persone, di riflesso, si sentiranno tristi in questo weekend pre-pasquale. La psicologia ha spiegato perché alcune persone si sentono più tristi in giornate simili.
Ti senti triste perché le temperature si sono abbassate in questo primissimo scorcio di primavera? Non sei solo/a. La mancata esposizione alla luce solare, per periodi prolungati, ha effetti reali sul corpo umano. La sensazione di stanchezza e una maggiore tristezza possono intensificarsi in queste giornate. Secondo la ricerca scientifica, infatti, le giornate che prevedono una minore esposizione alla luce solare sono caratterizzate da una limitata produzione di sostanze chiave nell'organismo, come la serotonina. Questi fenomeni si verificano più frequentemente in autunno e inverno: l'inverno è finito pochi giorni fa ma le giornate che stiamo vivendo sono tutt'altro che primaverili.
Secondo Mayo Clinic, la mancanza di luce solare può alterare l'orologio biologico e provocare sentimenti di depressione: questo spiega perché durante i mesi più freddi (ci siamo ancora dentro) è più normale sentire apatia e difficoltà a mantenere la routine. Le temperature basse e la pioggia frequente ci costringono a trascorrere più tempo in casa, limitando dunque le attività all'aperto e il contatto sociale. Meno serotonina, insomma. Secondo la American Psychological Association sottolinea come questi cambiamenti possono influenzare direttamente lo stato emotivo, favorendo sensazioni di demotivazione e solitudine.
Ti senti giù morale quando fa freddo? Tutto normale
Il freddo, sia "in" che "fuori" stagione non influenza solo la mente ma anche il corpo. E' del tutto normale avvertire maggiore sonnolenza, minore energia e un cambiamento nell'appetito: la voglia di consumare cibi ultracalorici aumenta. Tali cambiamenti influiscono sullo stato emotivo. Cosa fare, dunque? In primis sfruttare al massimo i momenti, seppur rari, in cui il sole splende e, se possibile, esporsi verso i raggi solari. Anche se si è in casa, si può comunque mantenere una routine di attività fisica, limitata ma comunque efficace e meglio rispetto a totale nullafacenza.

Secondo la ricerca scientifica, le donne sono più soggette rispetto agli uomini a tale inclinazione al cattivo umore, specialmente nella fascia d'età compresa tra i 18 e i 30 anni. Più si vive a nord, più si è rischio: il Disturbo Affettivo Stagionale colpisce maggiormente le popolazioni più lontane dall'Equatore: più ci si allontana, più è comune soffrire. L'Italia, da questo punto di vista, 'soffre' meno rispetto alle popolazioni del Nord Europa. La comunità scientifica ha studiato anche un paradosso: il DAS estivo. Esiste una minoranza di persone che sperimenta sintomi depressivo non in inverno o in autunno, bensì in estate. La colpa? Caldo eccessivo, umidità e perfino eccesso di luce. Si tratta di studi in fase iniziale: i meccanismi restano poco compresi ma danno vita a una teoria molto importante. L'equazione secondo cui buio equivale a tristezza è oggettivamente falsa, o quantomeno non è universale.
