Dublino ammette il disastro delle piste ciclabili: dopo anni di errori il Comune confessa cosa hanno sbagliato e perché nessuno le usa

In una svolta senza precedenti che ha lasciato di stucco gli attivisti della mobilità sostenibile in Irlanda, l'amministrazione comunale di Dublino ha annunciato un cambio di rotta radicale nella progettazione delle infrastrutture ciclabili. Le autorità municipali della capitale irlandese hanno riconosciuto pubblicamente i difetti strutturali che caratterizzano le piste ciclabili realizzate negli ultimi anni, ammettendo che gli standard adottati finora si sono rivelati inadeguati sia per chi pedala che per i pedoni.

Perché il Comune di Dublino ha ammesso gli errori nella pianificazione ciclabile

Agnes Hathaway, portavoce del direttore esecutivo del Comune di Dublino Richard Shakespeare, ha dichiarato che l'ente locale irlandese ha finalmente accettato di aver sbagliato approccio nella realizzazione delle corsie ciclabili. Per anni, negli Stati d'Irlanda, i responsabili della pianificazione urbana hanno ignorato le migliori pratiche internazionali e nazionali, creando percorsi caratterizzati da corsie troppo strette, aree condivise con i pedoni e progetti frammentati che non garantiscono continuità.

La rappresentante comunale ha spiegato che le amministrazioni tecniche hanno finalmente riconosciuto come le soluzioni progettuali adottate, nonostante fossero presentate come "più favorevoli ai pedoni", in realtà non vengono utilizzate nel modo previsto dagli utenti. Questo ha portato a un aumento delle distanze di attraversamento e, di conseguenza, a maggiori rischi per chi si sposta a piedi nella capitale irlandese.

Le criticità dei progetti ciclabili nella capitale irlandese

I funzionari del Comune di Dublino hanno ammesso che il loro design preferito per gli incroci - ironicamente soprannominato "stile dublinese" dai sostenitori della ciclabilità - non funziona come previsto. Questa ammissione arriva anni dopo che gli ingegneri comunali avevano già riconosciuto, in una presentazione pubblica online, i problemi intrinseci di questo approccio progettuale.

Hathaway ha dichiarato che l'amministrazione stava seguendo il motto secondo cui l'obbedienza dei cittadini produce una città felice, ma i residenti irlandesi si sono rivelati meno disciplinati del previsto, utilizzando le infrastrutture in modi non contemplati dai pianificatori. Il Comune di Dublino ha ora accettato di non possedere competenze superiori a quelle olandesi nella progettazione di percorsi ciclabili e ha annunciato l'intenzione di seguire le migliori pratiche internazionali.

Incroci contorti e soluzioni contraddittorie

Tra gli esempi più evidenti delle carenze progettuali emerge il piano preliminare per l'incrocio con Islandbridge nel progetto di mobilità attiva di Conyngham Road, citato come esempio emblematico di design contorto degli incroci. La portavoce ha evidenziato come l'approccio adottato finora sia stato intrinsecamente contraddittorio: in alcuni incroci si è cercato di regolamentare con semafori l'interazione tra ciclisti e pedoni, mentre in altri punti gli utenti vengono mescolati sulla stessa superficie senza alcuna separazione.

Il progetto di mobilità attiva da Gracefield Road a Vernon Avenue rappresenta un altro caso esemplare di queste contraddizioni. In un incrocio vengono adottate tutte le misure possibili per evitare soluzioni di tipo olandese, basandosi sul presupposto che pedoni e ciclisti "non possano assolutamente mescolarsi" senza l'ausilio di semafori. Paradossalmente, in un altro incrocio dello stesso progetto, i ciclisti vengono invece dirottati sui marciapiedi per effettuare svolte basilari.

I progetti che verranno rivisti

L'amministrazione comunale irlandese ha annunciato che procederà con modifiche sostanziali prima dell'avvio dei cantieri. Il progetto di mobilità attiva da Gracefield Road a Vernon Avenue verrà rielaborato nuovamente prima della sua realizzazione prevista per l'estate, così come verranno rivisti i piani per Chapelizod Road e Conyngham Road.

Particolare attenzione viene rivolta al percorso che collega Clontarf al centro città, dove il Comune ha finalmente riconosciuto che la pista ciclabile risulta più stretta di quanto avrebbe dovuto essere. I funzionari hanno scoperto che i responsabili tecnici indossavano cuffie con cancellazione del rumore quando i cittadini cercavano ripetutamente di segnalare i problemi di sorpasso lungo il percorso.

Corsie ciclabili inadeguate e crescita della mobilità

Hathaway ha sottolineato come sia stato sbagliato da parte del Comune affermare di essere "completamente favorevoli alla ciclabilità", continuando però a proporre progetti con piste ciclabili troppo strette e incroci mal progettati. Le infrastrutture realizzate fino ad oggi riescono a malapena ad accogliere gli attuali livelli di traffico ciclistico a Dublino, figuriamoci a sostenere una crescita futura della mobilità su due ruote.

Le immagini dei progetti preliminari mostrano chiaramente come le corsie ciclabili strette, simili a quelle attualmente previste per il percorso da Gracefield Road a Vernon Avenue, dovrebbero diventare un ricordo del passato secondo quanto dichiarato dal portavoce comunale, sebbene con un certo scetticismo da parte degli osservatori.

Verso standard internazionali nella progettazione urbana

La decisione di abbandonare quello che viene chiamato il "design in stile dublinese" rappresenta un cambiamento significativo per la pianificazione urbana in Irlanda. Le autorità hanno riconosciuto che cercare di reinventare la ruota nella progettazione ciclabile, quando esistono esempi consolidati e comprovati nei Paesi Bassi e in altre nazioni europee, si è rivelato controproducente.

L'approccio degli ultimi anni, caratterizzato da progetti contorti negli incroci che servono male tutti gli utenti della strada, verrà sostituito con soluzioni più lineari e funzionali. Questo dovrebbe tradursi in percorsi ciclabili più larghi, che permettano sorpassi sicuri, una migliore separazione tra diverse categorie di utenti dove necessario, e incroci progettati secondo criteri che hanno già dimostrato la loro efficacia in contesti urbani simili.

Le reazioni della comunità ciclistica irlandese

L'annuncio ha suscitato reazioni miste tra gli attivisti della mobilità sostenibile nella capitale irlandese. Molti hanno espresso soddisfazione per il riconoscimento pubblico dei problemi, ma rimangono cauti riguardo all'effettiva implementazione dei cambiamenti promessi. La questione centrale rimane se le belle parole si tradurranno in interventi concreti sul territorio.

I progetti che verranno rivisti rappresentano un banco di prova fondamentale per verificare la sincerità dell'impegno dell'amministrazione comunale. Gli interventi su Gracefield Road, Vernon Avenue, Chapelizod Road e Conyngham Road mostreranno se Dublino è davvero pronta ad adottare standard qualitativi comparabili a quelli delle migliori città ciclabili europee, oppure se continuerà con soluzioni di compromesso che non soddisfano pienamente né ciclisti né pedoni né automobilisti.

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