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Nel 2026 le famiglie italiane con figli minori possono contare su un sistema di bonus e agevolazioni che, pur non assumendo la forma di un unico sussidio universale, permette di accedere a contributi concreti per affrontare le spese quotidiane. La chiave è sapere dove guardare e quali requisiti soddisfare, perché le misure attive sono reali ma frammentate, e spesso mal comunicate.
Carta Acquisti 2026: cos’è e quanto spetta ai genitori con figli sotto i 3 anni
La Carta Acquisti è uno degli strumenti più consolidati del welfare italiano e nel 2026 rimane operativa con le stesse caratteristiche di fondo. Si tratta di una carta prepagata ricaricabile emessa da Poste Italiane, che prevede un contributo mensile di 40 euro, accreditato ogni due mesi per un totale di 80 euro bimestrali, pari a 480 euro all'anno. I destinatari principali, oltre agli anziani over 65, sono proprio i genitori di bambini con meno di 3 anni, una fascia d'età considerata prioritaria dal legislatore.
Per accedere nel 2026 è necessario avere un ISEE non superiore a 8.230,81 euro, soglia che si applica sia ai nuclei con figli piccoli sia agli over 65-70 anni. Per gli ultrasettantenni è prevista una soglia di reddito complessivo leggermente più alta, fino a 10.974,42 euro. La carta può essere utilizzata per acquisti alimentari, bollette e spese sanitarie infantili, ma non è cumulabile con l'Assegno Unico Universale né con l'Assegno di Inclusione, il che esclude automaticamente molte famiglie che già percepiscono altri sussidi.
Social Card “Dedicata a Te”: priorità alle famiglie numerose con minori
Diversa per struttura e platea è la Social Card "Dedicata a Te", misura pensata per i nuclei familiari in difficoltà economica. Nel 2026 la carta è riservata a famiglie composte da almeno 3 persone, con una soglia ISEE massima di 15.000 euro, e garantisce un contributo variabile che può arrivare fino a circa 500 euro annui, a seconda degli stanziamenti disponibili e della composizione del nucleo. Le famiglie con figli minori hanno un canale preferenziale nell'assegnazione, il che la rende una misura particolarmente rilevante per chi ha bambini a carico.
L'utilizzo è vincolato all'acquisto di beni alimentari e prodotti di prima necessità presso esercizi convenzionati. Anche in questo caso, la misura è incompatibile con NASpI, Assegno di Inclusione e altri bonus nazionali attivi. Un dettaglio che molte famiglie sottovalutano fino al momento della domanda.
Bonus figli 2026: si può arrivare a 1.000 euro combinando le misure?
Negli ultimi mesi ha circolato con insistenza la voce di una social card da 1.000 euro destinata alle famiglie con figli. La realtà è più articolata. Quella cifra non esiste come misura autonoma, ma è il risultato teorico della somma tra Carta Acquisti (480 euro) e Social Card "Dedicata a Te" (fino a 500 euro), a cui si possono aggiungere eventuali bonus regionali o comunali. Il punto critico è che le due misure principali sono spesso incompatibili tra loro o con altri sussidi già percepiti, rendendo lo scenario del cumulo piuttosto raro nella pratica.
A tutto questo si affianca l'Assegno Unico Universale, che rimane la misura più strutturata per i bonus diretti ai figli, con importi che nel 2026 possono arrivare tra i 175 e i 200 euro mensili per figlio fino ai 21 anni, modulati in base all'ISEE familiare. Su questa misura è sempre consigliabile verificare gli aggiornamenti direttamente sul portale INPS.
Come fare domanda per i bonus figli nel 2026: la procedura passo dopo passo
- Aggiorna l'ISEE presso un CAF o tramite portale INPS, basandoti su redditi 2024 e patrimonio 2023.
- Carta Acquisti: domanda presentabile agli uffici Poste Italiane o tramite il sito INPS/MEF.
- Social Card "Dedicata a Te": richiesta sul portale INPS con credenziali SPID o CIE.
- Verifica sempre le incompatibilità su INPS.gov.it prima di presentare qualsiasi domanda.
I fondi sono limitati e le domande vengono valutate in ordine cronologico o per priorità di nucleo. Aspettare non conviene. Se la situazione familiare è complessa, affidarsi a un patronato o a un CAF rimane il modo più sicuro per non perdere contributi a cui si ha diritto.
