Licenzia il suo miglior dipendente per scherzo il primo aprile, quello che succede dopo gli costa il posto

Un capo americano ha deciso di fare uno scherzo al suo dipendente migliore il primo aprile: lo ha convocato e gli ha detto che era licenziato. Non rideva, non ammiccava. Glielo ha detto e se ne è andato.

Il dipendente, che nell'azienda gestiva il portafoglio clienti più grande della sede, ha preso la cosa sul serio. Ha passato due ore a svuotare la scrivania, cancellare le copie digitali della sua lista clienti e salutare i colleghi. Poi è andato a casa.

La telefonata che ha peggiorato tutto

Ore dopo, il capo lo ha richiamato. "Era uno scherzo del primo aprile! Torna subito qui." Il dipendente ha risposto di no. Ha detto che avrebbe fatto domanda per l'indennità di disoccupazione e presentato un reclamo alle risorse umane.

Il giorno dopo, quando il capo ha provato a rimproverare il resto del team per la situazione, diversi colleghi si sono alzati e se ne sono andati per solidarietà. In poche ore, l'intero reparto era nel caos. I clienti chiamavano e non c'era nessuno a rispondere.

La storia è finita su Reddit, nel gruppo r/antiwork, dove ha raccolto decine di migliaia di commenti. Ma il dettaglio più interessante lo ha aggiunto il dipendente stesso nei commenti: la lista clienti che aveva cancellato era l'unica copia digitale aggiornata. L'azienda aveva un backup, ma vecchio di sei mesi. Mezzo anno di contatti, trattative e accordi verbali, spariti.

Come è finita

Il capo è stato sospeso e alla fine ha perso il suo posto. Il dipendente "licenziato" è stato richiamato con un aumento di 5,15 dollari l'ora, quattro settimane di ferie bonus e una promozione come vice responsabile in un team che aveva chiesto di raggiungere da tempo. Ha anche recuperato un bonus sulle prestazioni che gli era stato trattenuto in precedenza.

I colleghi che se ne erano andati per solidarietà hanno ottenuto anche loro degli aumenti. Il capo, invece, non è mai più tornato in azienda.

In Italia sarebbe andata diversamente

Negli Stati Uniti, dove la storia è avvenuta, vige nella maggior parte degli stati il principio dell'"at-will employment": il datore di lavoro può licenziarti in qualsiasi momento, per qualsiasi motivo, anche senza preavviso. È il motivo per cui il dipendente ha preso lo scherzo sul serio. Laggiù succede davvero.

In Italia la situazione è completamente diversa. Un licenziamento verbale, anche se "per scherzo", potrebbe avere conseguenze legali serie. Secondo la giurisprudenza italiana, un licenziamento comunicato oralmente è nullo, ma se il dipendente lo prende per vero e agisce di conseguenza, l'azienda potrebbe trovarsi a dover pagare un risarcimento. Il Tribunale del Lavoro non ha molto senso dell'umorismo.

Non è la prima volta che succede

Gli scherzi sul licenziamento in ufficio hanno una lunga e triste storia. Nel 2019, un manager di una catena di fast food in Ohio chiamò i suoi dipendenti uno per uno per dire che erano stati licenziati. Era il primo aprile. Tre persone su cinque non tornarono mai più, nemmeno dopo aver saputo che era uno scherzo. L'azienda dovette assumere personale nuovo nel bel mezzo della stagione più impegnativa.

Nel 2017 in Inghilterra, un capo reparto di un magazzino logistico mandò un'email collettiva con oggetto "Comunicazione urgente: ristrutturazione aziendale". Dentro c'era scritto che metà del personale sarebbe stato licenziato entro fine mese. Era il primo aprile. Il sindacato intervenne, l'azienda fu costretta a scusarsi pubblicamente e il manager fu trasferito in un'altra sede.

Il dettaglio che fa riflettere

Il capo americano aveva ammesso di essersi ispirato a programmi televisivi come The Office e Punk'd. La differenza è che in televisione c'è un copione. Nella vita reale, dire a qualcuno che ha perso il lavoro non è mai uno scherzo.

C'è un dato che i responsabili delle risorse umane conoscono bene: il licenziamento è classificato tra gli eventi più stressanti nella vita di una persona, subito dopo la morte di un familiare e il divorzio, secondo la scala Holmes-Rahe dello stress. Usarlo come scherzo è come scherzare con un estintore in un palazzo pieno di gente.

Soprattutto quando quella persona, in due ore, ha già cancellato la lista clienti che faceva funzionare l'intero reparto. A quel punto, lo scherzo non fa più ridere nessuno.

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