Compra un vaso al mercatino per 35 euro: era un pezzo di dinastia cinese da 700.000 dollari

Succede più spesso di quanto pensi. Qualcuno entra in un mercatino dell'usato, vede un oggetto impolverato su uno scaffale, lo compra per pochi euro e scopre che vale una fortuna. Non è la trama di un film: è quello che è successo a John Carcerano, un pulitore di tappeti di Chicago con la passione per l'antiquariato.

Un piatto da 4,99 dollari

Nel 2023, Carcerano entrò in un Goodwill di Evanston, Illinois, uno di quei negozi dell'usato dove la gente dona vestiti e oggetti che non vuole più. Sullo scaffale della sezione casalinghi notò un piatto decorato con uno stemma e dei motivi floreali. Prezzo: 4,99 dollari.

"Sapevo che non era roba da supermercato," ha raccontato a Newsweek. "I colori, la qualità della ceramica, lo stemma araldico. Ho pensato: nel peggiore dei casi, è un bel piatto da appendere."

Lo comprò, lo portò a casa e iniziò a fare ricerche. Quello che trovò gli fece venire i brividi.

Un pezzo del XVIII secolo

Il piatto era un esemplare di porcellana cinese d'esportazione del periodo Qianlong, databile intorno al 1761. Era stato prodotto nelle fabbriche imperiali di Jingdezhen, in Cina, su commissione di una famiglia europea. Lo stemma araldico sul piatto indicava una committenza ebraica, un dettaglio rarissimo che lo rendeva un pezzo unico nella storia della ceramica.

Carcerano contattò Sotheby's a New York. Gli esperti confermarono l'autenticità e lo inserirono in un'asta. Il piatto da 4,99 dollari fu venduto per 4.064 dollari. Un ritorno sull'investimento di oltre l'80.000%.

Ma non è nemmeno il caso più clamoroso.

Il vaso da 1 sterlina

Nel 2019, un cacciatore di occasioni nell'Hertfordshire, in Inghilterra, entrò in un charity shop e comprò un piccolo vaso giallo a forma di pera per una sterlina. Lo portò a casa, lo mise su una mensola e se ne dimenticò.

Mesi dopo, decise di farlo valutare. La casa d'aste Sworders, nell'Essex, lo identificò come un vaso imperiale cinese del periodo Qianlong (1735-1796), con iscrizioni che lo collegavano direttamente alla corte dell'Imperatore. Battuto all'asta, il vaso fu venduto per 484.000 sterline. Quasi mezzo milione di euro per un oggetto pagato quanto un chewing-gum.

L'esperto di Sworders dichiarò alla stampa: "In trent'anni di carriera, non ho mai visto un divario così grande tra prezzo di acquisto e valore reale."

Perché succede così spesso

La risposta è semplice: chi dona gli oggetti spesso non sa cosa ha. Quando si svuota la casa di un parente defunto, si butta tutto in scatoloni senza controllare. I volontari dei negozi dell'usato non sono periti d'arte. Mettono un prezzo a occhio e lo piazzano sullo scaffale.

Un antiquario londinese ha stimato che nei charity shop britannici passano ogni anno oggetti per un valore complessivo di oltre 100 milioni di sterline che vengono venduti a prezzi irrisori. La maggior parte finisce nelle case di persone che non ne conosceranno mai il valore.

Come riconoscere un possibile tesoro

Gli esperti danno tre consigli a chi frequenta mercatini e negozi dell'usato. Primo: guarda il fondo degli oggetti. Marchi, sigle e numeri sul retro o sotto la base possono rivelare l'origine e l'epoca. Secondo: diffida della perfezione industriale. I pezzi antichi hanno sempre piccole imperfezioni che gli oggetti prodotti in serie non hanno. Terzo: fotografa e cerca online. App come Google Lens possono identificare un oggetto in pochi secondi.

Il piatto di Carcerano è passato per le mani di almeno tre persone prima di arrivare a lui. Nessuna di loro si era fermata a guardarlo davvero. A volte, la fortuna non è trovare qualcosa di raro. È accorgersi di averlo trovato.

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