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Quando Nola Ochs si presentò alla cerimonia di laurea della Fort Hays State University, in Kansas, il pubblico si alzò in piedi. Non per il suo voto, che era buono ma non eccezionale. Si alzarono perché Nola aveva 95 anni ed era appena diventata la persona più anziana al mondo a ottenere una laurea.
Una vita intera prima dell’università
Nola era nata nel 1911 in una fattoria del Kansas. Si era sposata a 22 anni, aveva avuto 4 figli e aveva passato la vita a lavorare nella fattoria di famiglia. Suo marito Vernon morì nel 1972. Per i trent'anni successivi, Nola visse sola nella fattoria, occupandosi di tutto da sé.
A 77 anni, per combattere la solitudine, iniziò a frequentare corsi serali all'università locale. Non per prendere una laurea, ma per "tenere la mente occupata". Un corso di storia qui, uno di inglese là. Poi si accorse che i crediti stavano accumulandosi.
A 90 anni, fece un calcolo e scoprì che le mancavano solo 30 crediti per completare la laurea in Storia. "A quel punto sarebbe stato stupido non finire," disse in un'intervista alla CNN. Si iscrisse a tempo pieno.
In aula con i nipoti
Il dettaglio più incredibile della storia di Nola è che sua nipote Alexandra si laureò lo stesso giorno. Nonna e nipote, nella stessa cerimonia, con lo stesso rettore che consegnava i diplomi. La foto fece il giro del mondo.
I compagni di corso di Nola, tutti tra i 20 e i 25 anni, l'avevano adottata come mascotte del dipartimento. Lei però rifiutava il ruolo: "Non sono qui per essere carina. Sono qui per studiare," rispose a un giornalista che le chiedeva come si sentisse.
In classe, Nola prendeva appunti a mano, non usava il computer e non aveva email. Quando i professori assegnavano ricerche online, lei andava in biblioteca e usava i libri. "Funzionava prima di Internet e funziona ancora adesso," diceva.
Il record non le bastò
Due anni dopo la laurea triennale, a 97 anni, Nola tornò in università per il master in Arti Liberali. Lo completò nel 2010, diventando anche la persona più anziana a ottenere un master. La sua tesi riguardava la vita delle donne nelle comunità agricole del Kansas tra il 1930 e il 1960. In pratica, scrisse la tesi sulla propria vita.
"Ho vissuto quella storia. L'ho solo messa per iscritto con le note a piè di pagina che volevano i professori," spiegò.
Non è l’unica
Il caso di Nola Ochs ha ispirato decine di storie simili. In Italia, Giuseppe Paternò si laureò a Palermo nel 2020 a 96 anni in Filosofia e Storia, con 110 e lode. La sua tesi sulla storia di Palermo durante il fascismo fu giudicata tra le migliori dell'anno accademico.
In Giappone, Shigemi Hirata si laureò in arte a 96 anni nel 2016. In Australia, David Bottomley completò il suo dottorato in geologia a 94 anni nel 2019, dopo averlo iniziato 60 anni prima e interrotto per la carriera lavorativa.
Un dato che racconta molto sulla questione: secondo uno studio dell'Università di Edimburgo, il cervello umano non perde la capacità di apprendere con l'età. Rallenta, questo sì. Ci vuole più tempo per memorizzare, più tempo per elaborare. Ma la capacità di formare nuove connessioni neurali resta attiva fino alla fine.
La lezione di Nola
Nola Ochs morì nel 2016 a 105 anni. Nella sua casa trovarono la tessera della biblioteca ancora valida e una pila di libri sul comodino. L'ultimo che stava leggendo era un saggio sulla Guerra Civile americana.
Quando le chiesero quale fosse il segreto per vivere così a lungo, rispose: "Non smettere mai di essere curiosi. Il giorno in cui smetti di voler imparare qualcosa di nuovo è il giorno in cui inizi a morire."
