Trova un biglietto della lotteria dimenticato in un vecchio cappotto: quello che scopre gli cambia la vita

Gregorio De Santis stava facendo pulizia nel suo armadio. Viveva a Montreal, aveva accumulato vestiti per anni e sua sorella gli aveva detto di controllare le tasche prima di portare tutto alla donazione. Un consiglio banale che gli cambiò la vita.

In una tasca interna di una vecchia giacca che non indossava da mesi, trovò un biglietto della lotteria Lotto 6/49. Lo aveva comprato a dicembre 2017 e se ne era completamente dimenticato. Era quasi un anno dopo.

Il numero che non aveva mai controllato

De Santis portò il biglietto in una tabaccheria per verificarlo. La commessa scansionò il codice a barre e la macchina emise un segnale diverso dal solito. Sullo schermo apparve un messaggio che non diceva "Riprova" e non diceva "Hai vinto 10 dollari". Diceva di rivolgersi alla sede centrale di Loto-Québec.

Quando si presentò agli uffici della lotteria, gli comunicarono l'importo: 1,75 milioni di dollari canadesi. Circa 1,2 milioni di euro. Il biglietto stava per scadere. In Quebec, i vincitori hanno 12 mesi dalla data dell'estrazione per reclamare il premio. De Santis lo trovò con poche settimane di margine.

"Se mia sorella non mi avesse detto di controllare le tasche, quei vestiti sarebbero finiti in un sacco della donazione," raccontò alla CBC. "Qualcun altro avrebbe trovato il biglietto. O nessuno."

Non è l’unico

Storie come quella di De Santis succedono con una frequenza sorprendente. Nel settembre 2025, un uomo della zona di Francoforte, in Germania, trovò un biglietto del Lotto nella tasca di un cappotto che non indossava da sei mesi. Valore: 15,3 milioni di euro. Il più grande premio mai riscosso da un biglietto "dimenticato" in Europa.

L'uomo, rimasto anonimo, dichiarò alla stampa tedesca: "Ho messo il cappotto in un sacco per il cambio di stagione a marzo. Lo stavo per portare in lavanderia quando ho sentito qualcosa nella tasca interna."

I biglietti che nessuno reclama

Ecco il dato che fa venire i brividi. Secondo la North American Association of State and Provincial Lotteries, ogni anno nel mondo restano non reclamati premi per oltre 2 miliardi di dollari. Biglietti vincenti che finiscono nella spazzatura, nel cassetto sbagliato o nella tasca di una giacca donata.

In Italia, il caso più eclatante è quello del SuperEnalotto del 2019: una vincita da 209 milioni di euro a Lodi fu reclamata dopo oltre 2 mesi. Il vincitore, rimasto anonimo, si era presentato solo dopo aver consultato avvocati e commercialisti. Ma in quei due mesi, l'Italia intera si chiedeva se qualcuno avesse perso un biglietto da 209 milioni.

Nel 2007, un biglietto della Lotteria Italia da 5 milioni di euro venduto a Roma non fu mai reclamato. Il termine di 180 giorni scadde e il premio tornò all'Erario. Qualcuno, da qualche parte, aveva quel biglietto e non lo sapeva.

Perché dimentichiamo i biglietti

La psicologa comportamentale Jane Risen, dell'Università di Chicago, ha studiato il fenomeno. Secondo la sua ricerca, il problema è la dissociazione tra acquisto e risultato. Compriamo il biglietto in un momento (al bar, in tabaccheria, di fretta) e il risultato arriva giorni dopo. Se nel frattempo il biglietto finisce in una tasca, in un cassetto o tra le pagine di un libro, il cervello non crea un collegamento abbastanza forte per ricordarci di controllarlo.

È lo stesso meccanismo per cui dimentichiamo dove abbiamo messo le chiavi. Il cervello registra l'azione come "poco importante" e non la archivia nella memoria a lungo termine.

Il consiglio che vale milioni

Ogni organizzazione di lotterie al mondo dà lo stesso suggerimento: firma il retro del biglietto appena lo compri. Se lo perdi e qualcuno lo trova, la firma dimostra che è tuo. E soprattutto, fotografalo con il telefono. Quella foto potrebbe valere, letteralmente, milioni.

Ma il consiglio migliore resta quello della sorella di Gregorio De Santis: controlla sempre le tasche prima di donare i vestiti. Non si sa mai.

Lascia un commento