Cosa succedeva 20 anni fa: il 13 aprile 2006 l’Italia politicamente spaccata in due e l’Iran sfidava il mondo

Vent’anni fa, il 13 aprile 2006, l’Italia era nel pieno della più accesa crisi elettorale della sua storia recente. Nel frattempo, dall’altra parte del mondo, l’Iran lanciava una sfida nucleare che avrebbe cambiato gli equilibri geopolitici per anni. Ecco cosa successe esattamente in quella giornata.

Berlusconi non ci sta: “Voglio il riconteggio”

Il 13 aprile 2006 l’Italia viveva ore di fortissima tensione politica. Appena tre giorni prima, il 9 e 10 aprile, si erano svolte le elezioni politiche più combattute della storia repubblicana. Romano Prodi, leader della coalizione di centrosinistra L’Unione, aveva battuto Silvio Berlusconi per un margine che definire risicato è poco: poco più di 25.000 voti alla Camera dei Deputati, su oltre 38 milioni di votanti. Per dare un’idea, è come se in uno stadio da 80.000 posti la differenza fosse di appena 50 persone.

Al Senato, la situazione era ancora più paradossale. Il centrodestra aveva raccolto circa 500.000 preferenze in più a livello nazionale, eppure il centrosinistra si era aggiudicato la maggioranza dei seggi grazie al sistema di ripartizione regionale. Un meccanismo che rendeva il risultato ancora più contestabile.

Berlusconi, quel 13 aprile, non aveva ancora riconosciuto la sconfitta. Contestava apertamente i risultati, minacciava un riconteggio parziale delle schede e lasciava intendere che ci fossero state irregolarità. L’Italia era letteralmente spaccata in due, sospesa nell’incertezza. A rendere quei giorni ancora più intensi, appena 48 ore prima la polizia aveva catturato Bernardo Provenzano, il capo di Cosa Nostra latitante da 43 anni, scovato in un casolare nelle campagne di Corleone.

L’Iran sfida il mondo: “Arrabbiatevi e morite”

Sul fronte internazionale, il 13 aprile 2006 fu dominato dalla crisi nucleare iraniana. Il presidente Mahmoud Ahmadinejad pronunciò una delle dichiarazioni più provocatorie della storia diplomatica recente. L’Iran, disse, non avrebbe fatto un passo indietro sull’arricchimento dell’uranio. Le sue parole esatte: “La nostra risposta a chi è arrabbiato per il raggiungimento del ciclo completo del combustibile nucleare è una sola frase: arrabbiatevi e morite di questa rabbia.”

Due giorni prima, l’11 aprile, Ahmadinejad aveva annunciato in diretta televisiva dalla città di Mashhad che il Paese era riuscito ad arricchire uranio al 3,5% utilizzando 164 centrifughe nell’impianto di Natanz, proclamando l’ingresso dell’Iran nel “club nucleare”. La reazione degli Stati Uniti fu immediata: il segretario di Stato Condoleezza Rice chiese “misure forti” al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Quella giornata segnò un punto di non ritorno, aprendo la strada alle pesanti sanzioni internazionali che avrebbero colpito Teheran per oltre un decennio. Iran e minaccia nucleare: vi ricorda qualcosa?

Gli altri fatti del 13 aprile 2006

Ma quella giornata fu densa di avvenimenti anche su altri fronti.

Negli Stati Uniti, un violento tornado di categoria F2 si abbatté su Iowa City, nello Stato dell’Iowa, poco dopo le 20:30 ora locale. Il vortice attraversò il centro città per circa 8 chilometri, danneggiando oltre 1.000 edifici e radendo al suolo il campanile di 24 metri della storica chiesa di St. Patrick. Una trentina di persone rimasero ferite, ma non ci furono vittime.

Sempre negli USA, il maggior generale John Batiste divenne il quarto alto ufficiale a chiedere pubblicamente le dimissioni del segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, invocando “un nuovo inizio al Pentagono”. Un segnale fortissimo della frattura tra vertici militari e Casa Bianca sulla guerra in Iraq.

In Ciad, l’esercito governativo respinse un massiccio attacco dei ribelli del Fronte Unito per il Cambiamento alla capitale N’Djamena. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU condannò l’offensiva.

Infine, una curiosità che riguarda tutti noi: proprio il 13 aprile 2006, Google lanciò la versione beta di Google Calendar, il servizio di calendario digitale che oggi usano miliardi di persone. Vent’anni dopo, è ancora lì, ed è diventato uno strumento che diamo per scontato.

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