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Un volo Ryanair è decollato completamente vuoto dall'aeroporto francese di Vatry in direzione Marrakech, lasciando a terra circa 200 passeggeri senza alcuna assistenza né comunicazione ufficiale. L'episodio, avvenuto lo scorso 14 aprile ma emerso solo nelle ultime ore, sta scatenando una tempesta mediatica in tutta Europa e potrebbe aprire un nuovo, delicato fronte sui diritti dei viaggiatori aerei e sulle responsabilità delle compagnie low cost.
Il velivolo, previsto per un tragitto di circa tre ore e mezza fino alla città marocchina, è partito regolarmente ed è atterrato a destinazione, ma senza un solo viaggiatore a bordo. Una circostanza rarissima nel traffico aereo internazionale, dove i cosiddetti "voli vuoti" rappresentano un'anomalia statistica quasi inesistente. A rendere la vicenda ancora più paradossale, il motivo per cui nessun passeggero ha potuto imbarcarsi: la totale assenza del personale addetto ai controlli di sicurezza.
Cosa è successo all’aeroporto di Vatry
Secondo la ricostruzione fornita dal direttore dell'aeroporto di Vatry, Fabrice Pauquet, al momento dell'apertura del check-in non era presente alcuna squadra della società Sécurus, l'azienda incaricata di effettuare il controllo bagagli e i filtraggi pre-imbarco. «Abbiamo telefonato per capire cosa stesse succedendo ed è allora che abbiamo saputo che erano tutti in malattia», ha spiegato Pauquet, sottolineando come si tratti di un fatto senza precedenti dall'apertura dello scalo.
La direzione generale di Sécurus ha dichiarato che non era materialmente possibile inviare un'altra squadra sul posto in tempo utile per garantire la partenza del volo. Di conseguenza, i controlli di sicurezza – obbligatori per legge prima di qualsiasi imbarco civile – non sono stati effettuati, rendendo impossibile autorizzare la salita a bordo dei 200 viaggiatori prenotati.

Perché l’aereo è partito senza passeggeri
La scelta di far decollare comunque l'aeromobile è legata probabilmente alla necessità per Ryanair di rispettare gli slot aeroportuali di Marrakech e la rotazione successiva dell'aereo. Un velivolo fermo a terra rappresenta un costo enorme per una compagnia low cost, che basa la sua redditività sull'utilizzo intensivo della flotta, come dimostrano alcune delle rotte più insolite operate dal vettore irlandese. Così, mentre i passeggeri restavano bloccati nel terminal francese senza informazioni, il Boeing prendeva regolarmente il volo verso il Marocco.
La rabbia dei viaggiatori è esplosa rapidamente. Alcuni di loro avevano speso fino a 1.200 euro per un biglietto di andata e ritorno, una cifra considerevole per chi aveva organizzato vacanze, viaggi di lavoro o ricongiungimenti familiari. Una passeggera ha raccontato di aver contattato la compagnia senza ottenere risposte utili, creando poi un gruppo WhatsApp con gli altri malcapitati per coordinare le iniziative legali.
La posizione di Ryanair e il nodo dei rimborsi
La compagnia irlandese, interpellata dai media francesi, ha adottato una linea difensiva molto netta. Secondo le condizioni contrattuali, Ryanair sostiene che i passeggeri «non hanno diritto a un risarcimento se il volo viene cancellato per una ragione indipendente dalla nostra volontà». Nella lista delle cause esterne, il vettore include:
- Scioperi dei controllori di volo
- Condizioni meteorologiche avverse
- Emergenze mediche
- Eventi non evitabili con misure ragionevoli
I passeggeri, però, contestano con forza questa interpretazione: «Non si trattava di uno sciopero», ha ribadito una delle viaggiatrici coinvolte. La mancanza di personale per malattia presso una società fornitrice di servizi non rientrerebbe infatti tra le "circostanze eccezionali" tradizionalmente riconosciute dalla giurisprudenza europea come esimenti per le compagnie aeree.
Il Regolamento CE 261/2004 e la possibile class action
Il caso si inserisce nel complesso quadro del Regolamento CE 261/2004, la normativa europea che tutela i passeggeri in caso di cancellazioni, ritardi prolungati e negato imbarco. Secondo questa disciplina, i viaggiatori hanno diritto a:
- Rimborso integrale del biglietto o riprotezione su un volo alternativo
- Compensazione pecuniaria tra 250 e 600 euro in base alla tratta
- Assistenza con pasti, bevande e, se necessario, pernottamento
- Comunicazione tempestiva sui diritti spettanti
Il direttore dell'aeroporto di Vatry ha chiaramente indicato che sarà la compagnia aerea a dover risarcire i passeggeri, non lo scalo. Una presa di posizione che scarica interamente la responsabilità economica su Ryanair, la quale dovrà ora difendere in sede legale la propria interpretazione delle clausole contrattuali, già più volte al centro di polemiche come nel caso delle nuove restrizioni sui dispositivi elettronici nei bagagli.
Molti dei 200 passeggeri stanno valutando una class action con l'assistenza di associazioni consumeristiche. Il precedente potrebbe risultare determinante: se i tribunali dovessero stabilire che la carenza di personale di sicurezza non costituisce una circostanza eccezionale, si aprirebbe un nuovo capitolo nella tutela dei diritti dei viaggiatori low cost. La società Sécurus, dal canto suo, non ha finora risposto alle richieste di chiarimento, alimentando ulteriormente il giallo su un episodio destinato a far discutere a lungo.




