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Sulla costa atlantica di Eleuthera, alle Bahamas, una mezzaluna di sabbia rosa lunga 1,2 miglia chiamata French Leave Beach attira chi cerca acqua trasparente e poco altro. Pochi metri più in alto, dietro le dune, c'è invece qualcosa che con la cartolina caraibica non c'entra nulla: i resti di un Club Med abbandonato dal 1999, divorato lentamente dalla vegetazione di Governor's Harbour.
Cosa rimane del villaggio dopo l’uragano Floyd
Il complesso fu raso al suolo dall'uragano Floyd nel settembre del 1999 e da allora nessuno l'ha più ricostruito. Camminando tra la macchia bassa si incontrano fondamenta in cemento, passerelle spezzate, muri di pietra, lamiere arrugginite. La natura si sta riprendendo tutto con calma, senza fretta, e il risultato è un sito in cui i confini fra costruito e selvatico sono ormai sfumati.
Nei pressi di quello che era l'ufficio di cantiere si racconta che siano ancora sparsi a terra i progetti architettonici di un rilancio mai avvenuto. Il terreno è ufficialmente "in vendita" e "in attesa di riqualificazione" da circa 25 anni. Ogni tanto qualche annuncio rispolvera il dossier, poi tutto torna a fermarsi.
Il conte de Marigny e il nome del luogo
Il nome French Leave, in inglese, indica l'andarsene senza salutare. La terra apparteneva originariamente a un nobile francese, il conte Alfred de Marigny, che battezzò così la sua proprietà. La storia ha poi un risvolto quasi ironico: de Marigny fu espulso dalle Bahamas in circostanze burrascose, costretto cioè a una "French leave" letterale dalla sua stessa terra. Difficile inventarsi una coincidenza migliore.
I residenti locali continuano a chiamare la spiaggia "Club Med Beach", anche se del villaggio non resta che il nome nella memoria collettiva. I marinai che gettano l'ancora a Governor's Harbour, capoluogo dell'isola, vengono regolarmente fin qui per la passeggiata. Non è un'attrazione lucidata né segnalata, e in buona parte è proprio questo a renderla interessante: si arriva, si guarda, si va via. Lontana dalle atmosfere di borghi pieni di edifici storici curati nei minimi dettagli, qui il fascino è tutto nell'incuria.
Come arrivare e cosa aspettarsi
Ci sono due modi per raggiungere il sito. Il primo è una breve camminata partendo da French Leave Beach: dalla sabbia si sale verso la vegetazione bassa e in pochi passi compaiono i primi resti di passerelle, muri e fondazioni. Il secondo è parcheggiare alla fine del vecchio viale d'accesso, che si imbocca da Banks Road.
Non esistono sentieri tracciati all'interno dell'area. Si cammina a vista, scegliendo i passaggi tra cespugli e cemento. Le superfici sono spesso irregolari e in più punti spuntano tondini di ferro arrugginiti dalle vecchie strutture, quindi servono scarpe chiuse con suola che tenga bene. Le infradito da spiaggia, qui, sono una pessima idea.
- Scarpe chiuse con buona aderenza, non sandali da spiaggia
- Attenzione ai tondini di ferro esposti e ai bordi di cemento spezzati
- Acqua e repellente per insetti, soprattutto nelle ore calde
Le strutture pericolanti e i nidi di vespe
Una raccomandazione concreta: non entrare nelle costruzioni rimaste parzialmente in piedi. Sono strutturalmente compromesse e crollano a pezzi senza preavviso. In più, al loro interno si formano spesso grossi nidi di vespe, facili da disturbare anche solo passando sotto un architrave o spostando un ramo. La combinazione fra cemento instabile e insetti aggressivi è il motivo principale per cui conviene osservare le rovine dall'esterno, restando sui perimetri.
Per il resto, la visita non richiede biglietti, orari né guide. Si combina facilmente con qualche ora sulla spiaggia rosa, una pausa a Governor's Harbour per mangiare qualcosa, e magari una sosta al mercato del venerdì sera che il paese organizza nel centro. Le rovine del Club Med non offrono nulla di organizzato, e proprio per questo restituiscono qualcosa che nei resort funzionanti è diventato raro: silenzio, tempo lento, e l'idea molto caraibica che certe cose, una volta cadute, possano semplicemente restare lì.




