Oramai siamo dipendenti dagli smartphone nel vero senso della parola. Questo è un discorso trito e ritrito. Fino a pochi anni fa, per immortalare i momenti più belli della nostra vita, usavamo una macchina fotografica, analogica o digitale. Oggi, anche a questo, ci pensa lo smartphone.
Visto che ognuno di noi scatta almeno una foto a settimana, è legittimo chiedersi se, dal vivo, appariamo più simili a quando ci fotografiamo con la fotocamera interna (anche detta frontale) o quella esterna. A rispondere a questo quesito è il dottor Curti, esperto di Medicina Estetica, approfittando del quesito posto da una sua seguace su TikTok.

Qualche mese Curti aveva già pubblicato un video sull’argomento, spiegando che, in estrema sintesi, gli altri ci vedono come appariamo nella fotocamera esterna. “Quando ci vediamo nelle foto scattate dagli altri, sembriamo un po’ strani: notiamo difetti, asimmetrie, che solitamente allo specchio non vediamo. E se ci pensate la fotocamera interna è un po’ come uno specchio, anche perché l’immagine è ribaltata rispetto a quella reale. Il punto è che noi ci vediamo sempre così e il nostro cervello è abituato a questa immagine. Quindi inconsciamente compensa tutti quegli errori di simmetria o di proporzione e ricostruisce una nuova immagine. Quando questa nuova immagine viene invertita, cioè quando qualcuno ci scatta una foto con la fotocamera esterna, notiamo tutti quei dettagli a cui non avevamo fatto caso”.
Ci vediamo come nelle foto scattate dalla fotocamera esterna, ma ci sono vari "però"
Come spiega il medico modenese, infatti, il cervello non riconosce più quel volto “familiare”, vede solo forme, linee e spazi ed è costretto a elaborare tutte queste informazioni come se fossero nuove. Non solo: Leonardo da Vinci, in passato, usava questo trucchetto, ovvero controllare i propri dipinti allo specchio, al fine di scovare eventuali errori nelle proporzioni. La domanda finale, legittima, è: gli altri che, come appurato, ci vedono come nelle foto scattate dalla fotocamera esterna, ci vedono ‘storti’, ‘deformi’ come noi quando zoomiamo l’immagine appena scattata dallo smartphone?
“Assolutamente no, tranquilli – rassicura l’esperto – perché anche il loro cervello si è abituato alla nostra immagine e quindi non coglie tutti quei dettagli e particolari. Anche perché, se ci pensiamo, siamo tutti delle fotocamere esterne per qualcun altro. E poi noi non vediamo negli altri mille difetti e asimmetrie come, invece, facciamo con noi stessi. Non fatevi troppi complessi su dettagli e imperfezioni che probabilmente notate solo voi. Ricordatevi che molti visi sono belli proprio perché asimmetrici”.
Nei commenti, si è sollevata la questione dello specchio. Uno studio scientifico ha dimostrato che, riflettendoci, ci vediamo il 20% più belli rispetto che in foto. Tuttavia, una parte fondamentale la gioca lo stato d’animo: lo stress influisce negativamente e, paradossalmente, ci fa vedere più brutti anche allo specchio. Lo stesso accade se ci specchiamo per più di pochi secondi: dopo l’impressione positiva iniziale, infatti, se il tempo si allunga a più di 60 secondi, inizieremo a notare piccoli difetti che, altrimenti, passerebbero inosservati. La mente umana è realmente complessa.
