Com'era mangiare nel 1800? Una content creator italiana che vive in un castello ha ritrovato alcuni libri di ricette di più di 200 anni fa.
Ludovica, content creator italiana registrata come @thecastlediary, vive in un castello, dove registra i suoi contenuti. In un video recente, ha svelato un aneddoto molto interessante: cosa mangiavano i nobili nel 1800. I libri sono tre e due sono scritti in francese (uno del 1856, uno di fine 1800) e uno in italiano (stampato nel 1913, si chiama "Almanacco Gastronomico"). Ludo, a inizio video, ha precisato: "Le abitudini dell'epoca cambiavano molto in base al contesto. Oggi parleremo della classe nobiliare". Per farlo, inizia con quello francese di metà 1800, che si chiama "Cuisine Bourgeoise", che - spiega Ludovica - non è soltanto un libro di ricette ma anche un manuale, che spiega come ci si sedeva a tavola e come imbandirla.
Per rispondere alla domanda, Ludovica passa a mostrare due menù per pranzo e cena che ha scovato dentro il libro francese di fine Ottocento. Da una pagina del libro, leggiamo "Gennaio" e sotto "Il menù dei pranzi". Un pranzo per nobili di fine Ottocento prevedeva piatti come: frittata di reni (esatto), salsicce alla griglia, pollo saltato alle olive e, per concludere, formaggio e caffè. Per cena, invece, abbiamo brodo 'chiaro' con tapioca, spigola con salsa olandese (emulsione di tuorlo d'uovo e burro), patate, sella di montone, fagioli bianchi, fricassea di pollo, oca arrosto con castagne, insalata e torta di riso con uvetta.
Il cibo del 1800
Quali sono le principali differenze tra il cibo del 1800 e quello odierno? Sicuramente che 200 anni fa il cibo era molto più locale e poco variabile (sopra abbiamo parlato di cibo per nobili, non per il popolo). Principalmente il lavoratore medio consumava pane, polente, minestre, legumi e pochissima carne. Perfino le uova nel 1800 non erano un alimento di larghissimo consumo ed economiche come oggi. Per non parlare della frutta esotica (banane un esempio su tutti) e di alcune spezie che oggi troviamo per 12 mesi l'anno in tutti i supermercati: solo i mercanti e i ricchi potevano permettersele, in maniera sporadica. Impossibile non citare anche l'assenza di frigoriferi e altri metodi di conservazione tecnologici: 200 anni fa quelli prevalenti erano salatura, affumicatura ed essicazione.

In generale, l'industria conserviera nel 1800 era quasi inesistente, dunque la trasformazione degli alimenti che offriva la natura era artigianale. Si dipendeva molto dal clima e, purtroppo, anche dalle carestie. L'agricoltura non era meccanizzate e intensiva come lo è oggi: le produzioni erano piccole o medie e molte persone coltivavano frutta e verdura per sé e la propria famiglia. Chiaramente i più poveri mangiavano poco e alimenti poco nutrienti: in mancanza di proteine animali, vitamine e micronutrienti, che rendeva malattie e malnutrizione più comuni rispetto al 2026. Insomma, per i non-nobili la dieta era spesso monotona e poco variegata. Come si mangiava, invece, nel Medioevo? Ecco cosa mangiavano nel Medioevo in Italia prima dell'arrivo di patate e pomodori.
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