Sapevi che usare il cucchiaio o la forchetta cambia il sapore del dessert che mangi? Non è una credenza popolare: è scienza. Lo ha spiegato un cuoco molto attivo su TikTok.
Come si dice? "C'è sempre spazio per il dolce". Escludendo una piccola percentuale di persone che non impazziscono per il sapore dello zucchero e derivati, la maggior parte degli italiani ordina volentieri un dolce a fine pasto. Che sia al ristorante o a casa, tuttavia, bisogna fare attenzione alla posata che si usa al momento di consumare il dessert. L'oggetto specifico, infatti, cambia il sapore del dolce, che è il motivo unico per cui consumiamo dessert (sappiamo che fanno ingrassare). Per dimostrarlo, il content creator spagnolo @soycienciaycocina ha usato diversi utensili per lo stesso dessert.
"La normalità, nei bar e nelle pasticcerie, è che ci venga dato un cucchiaino o una forchettina. Con la posata piccola, la sensazione che abbiamo è che il sapore sia più dolce e più intenso. Dopo, ripetiamo il morso con una forchetta o un cucchiaio di dimensioni standard. La sensazione è di un boccone meno saporito, meno dolce e meno intenso". Ok, ma perché succede? "La gastrofisica - spiega lo chef - ci dice che il nostro cervello anticipa il sapore prima di provarlo. Con posate piccole, il nostro cervello si aspetta un sapore leggero. Questa aspettativa fa sì che il sapore appaia più concentrato, ecco perché sembra più dolce e piacevole".
La posata che usiamo modifica il sapore del dessert che mangiamo
"Al contrario - prosegue - con le posate grandi, la mente interpreta il boccone come più grande. Questa sensazione di peso maggiore fa sì che il sapore dolce sia più diluito. Ecco perché sembra meno zuccheroso. La ricetta non cambia, cambia la percezione. Parte del sapore di una pietanza è decisa dal cervello, ancor prima che arrivi alla lingua". Insomma, da posate piccole derivano sapori più intensi, da posate grandi derivano sapori più delicati. "Ok, è la conferma che non sono ancora impazzita", recita un commento da oltre 3.000 'Mi piace', che dimostra come, anche senza aver letto manuali di gastrofisica, alcune persone se n'erano già accorte.

Chiudiamo con una curiosità: qual è il dolce della tradizione italiana con più zucchero? Il tiramisù. Ogni 100 grammi di prodotto, infatti, c'è un apporto di zucchero che va dai 18 ai 25 g (in base alla ricetta). Quelli industriali e confezionati, spesso, arrivano anche a 30 grammi perché c'è un aumento dettato dalla necessità di conservazione e per un gusto ancora più forte. Quello meno zuccherato? La panna cotta: ogni 100 grammi di dolce, ce ne sono 'solo' 12-16 di zucchero, praticamente la metà del tiramisù. Chiaramente l'aggiunta di caramello o topping fa schizzare la quota, mentre quella 'bianca' è il dolce italiano meno dolce in circolazione.
