Diamo per scontato che la nostra vita sia divisa in settimane, ma nell'Antica Roma non era così. D'altronde "settimana" deriva da "sette", il numero che secondo alcuni è perfetto. Gli Antichi Romani, tuttavia, 'ragionavano' in periodi di 8 giorni, non 7.
"Ci vediamo la settimana prossima"; "Grazie a Dio questa settimana sta finendo" e frasi del genere. Le ripetiamo spessissimo, siamo abituati a fare veloci calcoli a mente con il numero 7 coinvolto per pianificare la nostra vita. Eppure, i nostri avi non ragionavano così. Gian Marco D'Eusebi, content creator registrato come @azzykky, è un esperto di storia antica. In uno dei video più visti sul suo profilo, ha spiegato che le 'settimane' degli Antichi Romani erano di otto giorni, che corrispondevano alle lettere dell'alfabeto, dalla A alla H. "Ovviamente non si chiamava settimana, né tanto meno ottimana", precisa subito D'Eusebi.

Il nome, nell'italiano moderno, è 'Ciclo nundinale', all'epoca 'Nundinae', ovvero il giorno di mercato. Il mercato dell'Antica Roma si svolgeva nel giorno A e cadeva ogni nove giorni. Può sembrare confusionario, ma si contava: il giorno di partenza, i 7 giorni intermedi e quelli di chiusura. Nove giorni totali, dunque. "Gli Antichi Romani, nel calcolo dei cicli temporali, avevano l'abitudine di includere anche il primo giorno del ciclo successivo, la cadenza. Ad oggi sembra una cosa strana senza senso, ma all'epoca era così. Il ciclo nundinale stabiliva i giorni di mercato in cui i contadini andavano in città a vendere i prodotti che la gente poi acquistava e lo facevano per otto giorni, fino alle successive Nundinae".
Nell'Antica Roma c'erano settimane di 8 giorni
Con l'arrivo dell'Impero Romano, per effetto dell'istituzione del Calendario Giuliano, il ciclo nundinale venne sostituito dalla settimana di sette giorni. "Per un periodo, il ciclo nundinale e la settimana coesistettero, d'altronde era un cambiamento epocale e ci è voluto tempo per introdurlo nel quotidiano. Mica c'era il telegiornale!". Fu Costantino nel 321 d.C. a istituire la settimana come la conosciamo oggi. Curiosamente, cominciò dalle province orientali (l'attuale Grecia, parti della Turchia e della Macedonia), per poi espanderla anche a quelle occidentali, 'Italia' compresa.
Quella di sette giorni con il riposo domenicale fu introdotta dal Cristianesimo, ispirandosi alla settimana ebraica (che a sua volta deriva da quella babilonese), con la scelta iniziale di associare a tutti i giorni un pianeta (Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno e Sole - che oggi chiamiamo domenica da 'Dominica', ovvero giorno Signore, scelta di Costantino). Nel mondo anglosassone, tuttavia, è rimasto il termine "pagano" sun-day (giorno del sole) e non uno dedicato al Padre di Gesù.
E il sabato? Sempre nel mondo anglosassone, è rimasto "satur-day", in onore di Saturno. Il vocabolo italiano 'Sabato' non ha nulla a che fare con il pianeta: è un omaggio al Sabbath ebraico (giorno del riposo). La tradizione voleva che in questo giorno si indossassero delle particolari calzature da 'riposo'. Vi suona qualcosa? Esatto: "ciabatte". In Spagna Sabbath è perfino diventato "zapato", dunque "scarpa".
