Il content creator americano @thomteaches ha elencato gli errori più comuni che gli italiani fanno quando parlano la sua lingua. Nato e cresciuto in California, insegna la sua lingua a Milano e online. Nei suoi brevi video, spesso, parla delle differenze tra le due lingue e degli errori più comuni che fanno gli italiani, sia a livello di pronuncia che di traduzione. In un video recente, ha indicato i 5 più comuni a livello lessicale, dunque di uso delle parole. Il primo è l'uso della parola "Nothing", letteralmente "niente". Thom spiega che è sbagliato usarlo per rispondere a "Grazie", dunque "Thank you" o "Thanks". Per rispondere correttamente, bisogna dire: "You're welcome" o "No problem". Una risposta corretta che contiene il vocabolo, seppur rarissima è: "It was nothing", ma mai solo "Nothing".

Il secondo errore comune è l'uso della formula "Good work". Quando usciamo da un negozio o vediamo gente lavorare e vogliamo essere particolarmente cortesi, diciamo: "Buon lavoro". Thom spiega: "In inglese americano non diciamo good work a persone che lavorano per salutarle. Al massimo 'Have a nice day'". Il terzo errore comune è relativo alla desinenza "ed", quella che indica il passato. "Spesso gli italiani lo pronunciano separatamente per i verbi regolari. Tuttavia, va fatto solo per i verbi regolari che finiscono per -d o -t, come decided o wanted. Mentre pronunciare clos-ed, play-ed, wash-ed è sbagliato, corretto sarebbe unirli nella pronuncia, tipo: clos-d, play-d, wash-d".
Gli errori più comuni che fanno gli italiani in inglese, secondo un madrelingua
Il quarto errore riguarda la differenza dei verbi "remember" e "remind", che in linea di massima significano entrambi "ricordare". Tuttavia, non essendoci nella nostra lingua una differenza come in inglese, usiamo quasi sempre "remember" perché è quello che tutti imparano a scuola. Un esempio che fa Thom è: "Ricordami di chiamarti domani". Non è corretto usare "remember" in questo frangente ma "remind", dunque: "Remind me to call you tomorrow". Lo stesso content creator, alcuni giorni fa, aveva parlato delle parole che noi italiani crediamo essere inglesi ma che in realtà non lo sono.
Il quinto errore comune tra gli italiani che parlano inglese è dimenticare i pronomi personali soggetto. Lo sappiamo: in italiano è correttissimo dire: "Sono Edoardo"; in inglese è obbligatorio dire: "Io sono Edoardo". Thom fa l'esempio di: "Is very nice", per dire: "è molto bello/a". In inglese, l'uso di "he", "she" o "it" prima di "is" fa tutta la differenza del mondo, perché fa capire se ci riferiamo a un uomo, una donna o un oggetto. "L'uso del pronome personale soggetto è fondamentale in inglese, per farci capire di chi o di cosa stiamo parlando", conclude l'insegnante.
