Praticamente tutti gli adulti non ricchi di famiglia ne hanno bisogno: lo stipendio a fine mese. Spesso, però, lo chiamiamo anche "salario". Perché? Non c'entra la strada Salaria, ma l'Antica Roma sì. E, come intuibile, anche il sale. Andiamo subito dritti al punto: nell'Antica Roma i soldati venivano pagati con lo stipendium e il salarium. Perché? Una quota/indennità della loro paga mensile era legata al sale. Alcuni lo ricevevano direttamente, altri ricevevano una parte della retribuzione specificamente per acquistare uno dei pochi insaporitori dell'epoca. La parola "Salarium" è formata da 'sal' (sale, per l'appunto) e 'arium', che in passato indicava letteralmente una "razione di sale". All'epoca, era piuttosto difficile estrarlo dall'acqua marina e le produzioni erano limitatissime rispetto a quelle odierne.

Con il tempo, la parola ha perso il legame con il sale ed ha iniziato a indicare la retribuzione del lavoratore, insomma la sua paga. La parola "stipendium", invece, si è gradualmente trasformata in base al paese in cui si parlava latino: in Italiano è rimasta pressoché identica, mentre altre lingue europee l'hanno abbandonata. In inglese e francese, infatti, si dice rispettivamente "salary" e "salaire". Lo spagnolo ha mantenuto "salario", sebbene, come in italiano, esista un altro termine, più usato comunemente, soprattutto nel parlato e nelle situazioni informali: "sueldo". Insomma, oggi un chilo di sale costa pochi centesimi, mentre in passato era talmente prezioso da formare parte del compenso mensile di un soldato.
Non solo "salario": altri termini italiani 'nati' nell'Antica Roma
Di seguito, altri tre termini curiosi nati ai tempi dell'Antica Roma. Uno è "cervello", nato dal termine "cerebellum", diminutivo di "cerebrum"; il diminutivo, all'epoca, indicava qualcosa di delicato o molle. Con il passare dei secoli, "cerebellum" ha perso l'accezione vezzeggiativa ed è diventato il termine normale, mentre "cervelletto" è il termine che usano soprattutto i medici.
E "sincero"? L'ipotesi più suggestiva (e probabilmente veritiera) è che sia la derivazione di "sine cera", ovvero "senza cera". Non era raro che le statue romane venissero danneggiate, motivo per cui si interveniva con la cera per ripararle. Quelle senza cera erano perfette e quindi una persona sincera era qualcuno senza 'crepe' nascoste, che non copre i propri difetti e le proprie mancanze.
Infine un aggettivo che impariamo nei primissimi anni di vita: "cattivo". Nel mondo romano "captivus" era sinonimo di "prigioniero", una persona senza diritti e in balia degli altri, sottomesso. Il passaggio fu da persona "sottomessa" a persona che "si comporta male". Insomma, inizialmente "cattivo" non era un giudizio morale ma sociale. Per gli interessi alla filologia, ecco da dove deriva l'espressione "Chiedo venia".
Ci sarebbe tanto altro da raccontare circa i termini italiani nati nel periodo dell'Antica Roma, quando era normale parlare latino. Un altro esempio è 'desiderio', che voleva dire "mancanza di stelle", perché si credeva che in assenza di stelle, l'essere umano era inquieto e non capiva quale direzione prendere.
