Noi la chiamiamo "Cina", ma i cinesi no. Usano una parola che, tradotta alla lettera, vuol dire tutt'altro. In gran parte delle lingue europee, infatti, il vocabolo è simile a quello della nostra lingua. Qual è l'etimologia di questa parola? Ci sono varie teorie. La più accreditata è che derivi dalla dinastia Qin, pronunciata "Cin", in onore del primo Imperatore che nel 221 a.C. unificò la Cina per la prima volta sotto il dominio della propria dinastia. In sanscrito, il vocabolo era Cīna, in persiano Čīn e latino Sina. Tuttavia, il leggendario Marco Polo iniziò a chiamare questo territorio Catain, dall'etnia Khitan che dominava la parte Nord in quel periodo. Nel Medioevo si usava 'Cina' come termine prevalentemente legato alle rotte marittime del sud.

Il termine attuale cinese per indicare 'Cina', in alfabeto latino, è Zhōngguó. Cosa vuol dire, letteralmente? Spoiler: non c'entra nulla la dinastia Qin. La traduzione letterale è "terra di mezzo", del centro. Un content creator argentino di origini cinesi, intervistato dal podcast cafe.avec, ha spiegato: "Non parliamo di un centro egocentrico, è un centro di equilibrio. Parliamo di quanto trovi l'equilibrio, il punto zero, né 1 né meno 1". L'8 è un numero importantissimo nella cultura cinese: "L'8 rappresenta il centro dell'armonia", spiega l'autore del video. Subito dopo parla dell'agopuntura, molto popolare in Cina: "In Cina si punta sempre ad andare verso il centro, a cercare l'equilibrio. Un corpo che non è centrato è un corpo malato. E lo è anche la società".
Perché i cinesi chiamano la Cina "terra di mezzo"
Insomma, l'ossessione per il "centro" e per il "mezzo" è un manifesto politico e cosmologico. Inizialmente, infatti, c'era la convinzione che la Cina fosse l'unico polo di civiltà del pianeta: tutto intorno c'era il caos. Con il passare dei secoli, tale convinzione si è rafforzata sempre di più. La zona più densamente abitata della Cina era ed è quella tra i fiumi, la Pianura centrale situata tra il fiume Giallo e i suoi affluenti. Insomma, crebbe la convinzione che nel mezzo ci fosse la fertilità e la verità. Così com'è importante la filosofia in senso stretto: "Zhōng", come detto, è uno stato etico di perfetto equilibrio. La capacità di agire senza eccessi, per trovare la via dell'armonia.
Chiudiamo con una curiosità relativa alla parola "Italia". In gran parte delle lingue europee è quasi identica alla nostra versione, ma ci sono alcune eccezioni interessanti. In ungherese, ad esempio, si dice Olaszország. "Olasz" significa "italiano", mentre "ország" è “paese”. Anche in polacco la parola è tutt'altro che intuibile, a differenza di "Italy" (inglese) o "Italie" (francese): Włochy, derivante dal ceppo germanico "Walh-", che in passato voleva dire "terre dei latini" o "terre romanze". Chiudiamo con giapponese e cinese, che usano rispettivamente i vocaboli イタリア (Itaria) e 意大利 (Yìdàlì). Entrambe sono translitterazioni fonetiche.
