In Toscana esiste un deserto? L'uso delle virgolette non è casuale: è un'area che molti chiamano così e il cui paesaggio ricorda molto quelli nordafricani, ma a livello scientifico e climatico non è corretto classificarlo così.
In Italia non esistono veri e propri deserti ma alcuni paesaggi dunosi sì. I più famosi sono tre: le dune di Piscinas nel Sud della Sardegna, quelle di Capocotta nel Lazio e il 'Deserto' di Accona in Toscana. Oggi parleremo proprio di quest'ultima area, situata nelle Crete Senesi e che 'abbraccia' principalmente i comuni di Asciano e Buonconvento, entrambi in provincia di Siena. Perché viene chiamato così? Il paesaggio appare arido e spoglio, ricco di calanchi e biancane. Inoltre la vegetazione è parecchio scarsa, specialmente d'estate. Infine, il terreno argilloso, che è molto eroso, crea un paesaggio quasi lunare.

Non può essere considerato dal punto di vista scientifico un deserto, perché si trova in una zona dove il clima è mediterraneo, con piogge frequenti in autunno, inverno e parte della primavera. Insomma, non soddisfa i requisiti di un vero deserto, a differenza di quelli più famosi del Gobi o del Sahara. Sarebbe più corretto definirlo un'area semiarida, fortemente erosa, che è quasi unica in Italia per estetica. Come spesso accade, al suo aspetto odierno ha contribuito anche la (non) azione umana. Nel Medioevo, infatti, era un'area coltivata, ma dopo l'abbandono e la deforestazione il processo di erosione si è velocizzato. Chiaramente non è fotografato come il centro storico di Firenze o le colline del Chianti, ma rimane un posto molto affascinante dell'entroterra toscano.
Il "deserto" in Toscana
La storia dell'origine del "deserto" toscano merita di essere raccontate. Nel Pliocene (milioni di anni fa), era un'area sommersa dal Mar Tirreno. La sedimentazione di vari materiali argillosi, la salgemma e il gesso le hanno dato il colore chiaro che apprezziamo oggi. Se qualcuno lo chiama deserto, come detto, non è perché qui piova poco: normalmente in provincia di Siena cadono dai 600 agli 800 mm di pioggia l'anno. I monaci dell'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, nel Medioevo, piantarono cipressi per stabilizzare il terreno e prevenire frane, per poi abbandonarlo gradualmente. Oggi esistono le biancane e i calanchi. Le prime sono campi di argilla chiari con tunnel sotterranei; le secondo sono vallate scavate dall'acqua con movimenti di massa.
Un altro motivo per cui non è un deserto in senso stretto è che c'è un paesaggio parecchio diversificato. Ogni angolo, infatti, regala una prospettiva diversa, per effetto delle ombre. Oltre ai paesaggi naturali, di artificiale c'è da vedere l'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, con le sure mura rosse e il chiostro ricco di affreschi. Non mancano gli agriturismi e le aziende agricole, che offrono cibi (e vini) tradizionali assolutamente da provare. Per chi volesse spostarsi in treno, esiste una stazione Trenitalia ad Asciano, mentre con l'auto basta inserire Asciano (o il Monastero di Monte Oliveto) come destinazione
