Molte persone hanno collezionato schede telefoniche tra gli Anni '80 e i primi Duemila. Alcune di queste, a inizio 2026, hanno un valore commerciale potenzialmente altissimo.
Il collezionismo è un settore di nicchia ma potenzialmente molto redditizio. Come sa bene chi ha almeno 30 anni, negli Anni '90 e fino ai primi Duemila era normale effettuare telefonate dalle cabine telefoniche per strada. La maggior parte delle schede (che hanno a loro volta sostituito i gettoni) scalavano 10 centesimi al minuto, ma ce n'erano alcune che per 30 centesimi permettevano di fare una chiamata illimitata. Le prime sono state introdotte tra fine Anni '70 e inizio '80, quando la valuta legale era la Lira, non certamente l'Euro. Come intuibile, le prime schede telefoniche esistenti sono quelle più preziose, ma ce ne sono altre più recenti altrettanto di valore.
Le più ricercate sono quelle della SIP di prova o di pre-serie. Spesso non avevano una grafica definitiva ed erano destinate a test interni, insomma non erano distribuite al pubblico. Oggi una scheda di prova in buone condizioni vale dai 100 ai 200€. Sempre parlando della SIP, quelle degli Anni '70 (dal 1976 in poi) sono rarissime perché avevano una caratteristica: venivano distrutte dopo l'uso. Quelle inutilizzate possono valere anche 1000€. Una delle più ricercate e preziose in assoluto della SIP è la scheda raffigurante la Torre di Pisa: in condizioni eccellenti c'è chi la comprerebbe anche per 3000€.
Le schede telefoniche più preziose nel 2026
I collezionisti cercano anche le serie complete. Tra le più richieste ci sono senz'altro quelle dedicate ai Mondiali di Calcio Italia '90, così come quelle degli stadi italiani. Spesso questi set vengono venduti anche dai 200 ai 1000€. Idem per le serie complete a bassa tiratura (vi ricordate che su molte schede, in piccolo, c'era scritta la tiratura), come quelle dedicati ad eventi specifici. Come accade per francobolli, monete e banconote, esistono anche schede con errori di stampa certificate che, essendo oggettivamente rare, sono anche preziose. Chiaramente le schede telefoniche non sono un'invenzione italiana: esiste un mercato internazionale e probabilmente le più ricercate sono quelle giapponesi degli Anni '90 a tema cartoni animati: una sola può valere dai 100 ai 300€.

La cattiva notizia è che la maggior parte delle schede a tiratura alta vale da 1 a 3€, dunque a meno che non se ne possegga un raccoglitore con alcune centinaia di pezzi, non si otterrà un guadagno particolarmente soddisfacente. L'ampia diffusione di cellulari e smartphone ha fatto sì che la produzione di schede telefoniche preparate si interrompesse definitivamente nel 2018. I pochissimi telefoni pubblici esistenti funzionano con le schede prodotte prima del 2018 e con le monete. Non esistono cifre certe in merito al numero di telefoni pubblici ancora esistenti nel 2026. Si sa per certo che a partire da settembre 2023 sono state rimosse 90.000 cabine che non rientravano nelle "eccezioni", ovvero le cliniche e zone non coperte da rete cellulare. È pressoché certo che nel 2026 e nel 2027 diremo addio anche agli ultimissimi telefoni pubblici di strada, fatta eccezione per quelli (pochi) considerati "servizio pubblico essenziale".
